DDR - Storia della squadra tedesca in blu


Il Racconto

Sotto le macerie della Seconda guerra mondiale, la Germania è divisa e sotto dominio straniero. Quando nel 1949 nasce la DDR, lo sport sembra l'ultima preoccupazione, anche se più avanti diventerà strumento di propaganda e sperimentazione del doping, specie nell'atletica e nel nuoto. La DDR impiega un anno e mezzo, dalla domanda ufficiale, per diventare membro effettivo FIFA, superando l'opposizione dei tedeschi Federali. È il luglio del 1952 e quella della Germania Democratica è la terza nazionale in suolo tedesco: c’è anche la Saar, guidata dal futuro coach dei tedeschi occidentali Helmut Schòn. Il primo mister della Germania Est è il quarantenne Willy Oelgardt, discreto difensore del Viktoria Magdeburgo. L’esordio è a Varsavia, contro la Polonia e sarà una sconfitta per 3-0: la DDR è infarcita di giovani e solo pochi di loro avranno presenze in doppia cifra in Nazionale. Arriva anche il debutto casalingo davanti ai 55.000 di Dresda, uno 0-0 contro la Bulgaria nel giugno del 1953. Di partecipare alle qualificazioni mondiali non si parla, le altre due tedesche invece finiscono nello stesso girone, con la Germania Federale che ha la meglio sul Saarland: andrà poi a vincere la Coppa Rimet. La prima vittoria della DDR avviene nel settembre 1955 di fronte ai 90.000 dello Stadio 23 Agosto di Bucarest ed è firmata dalla punta del Wismut, Willy Tròger. Storia interessante, la sua: giocatore di pallamano e portiere di calcio prima della guerra, perde la mano destra per l'esplosione di una granata nel gennaio del 1945 e si converte in attaccante, con ottimi risultati (105 reti nei vari club di appartenenza, record nazionale). La DDR partecipa alle qualificazioni per i mondiali del 1958, in cui affronta Galles e Cecoslovacchia.

L’esordio è spumeggiante, a Lipsia ci sono 100.000 spettatori e i tedeschi si impongono per 2-1 sul Galles. Nelle restanti partite, però, arrivano solo sconfitte e il biglietto per la Svezia lo guadagnano John Charles e compagni. Dopo diversi tentativi sfortunati, i tedeschi dell'est sono vicini al pass per "Mexico 70". A una sola gara dal termine, la squadra allenata da Seeger è a pari punti con l’Italia campione d’Europa, ma al San Paolo di Napoli le cose si mettono subito male, con Mazzola che porta in vantaggio gli azzurri al 7’. L’Italia colpisce per due volte in contropiede, con Domenghini prima e poi con Riva in tuffo di testa: è il suo gol più famoso in azzurro. Poi 'Rombo di tuono" sbaglia un rigore, l'unico fallito in nazionale. A Berlino Est riconoscono la superiorità italiana, ma sperano in una crescita, che puntualmente avviene: gli anni Settanta saranno periodo d’oro. Alle Olimpiadi di Monaco ’72 la DDR coglie il bronzo schierando la Nazionale maggiore. Nel 1974 il Magdeburgo vince a sorpresa la Coppa delle coppe, 2-0 al Milan nella filiale di Rotterdam. Nello stesso anno la nazionale sotto la guida di Georg Buschner - artefice del miracolo Carl Zeiss Jena, tre volte campione in otto anni - si qualifica al mondiale in casa dei dirimpettai dell’Ovest.

La squadra festeggia lo storico evento a Tirana con una vittoria larga firmata da Joachim “Stridi" Streich, recordman di presenze con 102 gettoni (97 secondo la FIFA, che non conteggia quattro partite olimpiade e un'amichevole non ufficiale) e gol, 55 (53 per la FIFA). La qualificazione era comunque ormai scontata, dopo la vittoria allo Stadio Centrale di Lipsia sulla Romania, con doppietta del capitano Bernd Bransch. La partecipazione della DDR alla Coppa del Mondo diventa subito un caso politico: Buschner si vede negare il visto per presenziare al sorteggio, si teme una sua fuga in Occidente. Il destino poi ci mette lo zampino, con le due Nazionali tedesche sorteggiate nello stesso girone. Per la Germania Est il torneo inizia bene, al 2-0 sull’Australia, grazie all'autogol di Curran e al gol del solito Streich, fa seguito l'1-l col Cile. Ancora meglio per i padroni di casa, che allo scontro diretto di Amburgo giungono a punteggio pieno. Manca Streich infortunato e il primo tempo si chiude con una sola occasione da rete, un palo di Gerd Muller. La DDR rientra in campo più convinta, ha una palla-gol con Lauck, poi al 78’ Hamann serve in area Sparwasser, mezzala del Magdeburgo, che supera Vogts e in diagonale batte Sepp Maier. È l’epilogo di una partita storica che verrà commentata così da Gunther Grass, uno dei più grandi scrittori tedeschi, in un suo libro: “Cosa succede quando davanti al televisore ci si sente sdoppiati? [...] accadde quando la Germania giocò contro la Germania. Per chi tenere? Per chi ero io e io? Per quale squadra si poteva esultare? Cosa, quale conflitto interiore esplose dentro di me, quali campi magnetici mi hanno strattonato quando Sparwasser segnò il gol?" La vittoria nel derby si rivela “pirrica", perché regala alla DDR il girone di semifinale più duro, con Olanda, Brasile e Argentina. Un solo punto coi "gauchos" e l’avventura finisce.

Il ciclo vincente termina con l’oro olimpico di Montreal ’76 e con l’argento di Mosca ‘80, più nessuna fase finale di Mondiale ed Europeo. Non esiste “doping di stato" nel calcio, ma la polizia politica, la Stasi, la fa da padrona e il suo club, la Dinamo Berlino, è favorito e vince dieci titoli di fila. Nonostante ciò, crescono giocatori come Ulf Kirsten, Thomas Doli e Mathias Sammer, che avranno un'ottima cantera nella Germania postunione: Kirsten con le 100 presenze in nazionale, quasi equamente ripartite (49 con la DDR, 51 con la Gennania unita), Sammer con il Pallone d’Oro nel 1996.

Nel 1989 cade il muro sotto le spinte di un popolo esasperato. La DDR si iscrive alle qualificazioni per l’Euro 1992, il sorteggio avviene nel febbraio 1990, ma ad agosto il parlamento decreta la riunifìcazione della Germania in ottobre. La prima partita di qualificazione, il 12 settembre 1990 in Belgio, viene trasformata in amichevole ed è l'ultima della storia della DDR. Vincono i tedeschi 2-0, Eduard Geyer è l'ultimo coach a sedere in panchina, Mathias Sammer l'ultimo marcatore. La storia della Nazionale in maglia blu termina così, con un buon record: 47% di vittorie, 24% di pareggi e 29% di sconfitte.



Foto Story

La Germania Est nel 1974Beckenbauer, Vogts e Hoffmann durante una fase di gioco nella gara Germania Est-Germania Ovest 1-0La mezzala Jürgen Sparwasser, autore della decisiva rete che valse il successo agli orientali.L'ultima partita della DDR, in campo con la seconda maglia bianca, il 12 settembre 1990.


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