Oltre la cortina di ferro


Il Racconto

Per chi come noi gira il mondo da 30 anni, al seguito delle squadre di calcio - dichiarò Leone Boccali, direttore del Calcio illustrato il 7 luglio 1955 è una data da aggiungere alle più gloriose per il football italiano”. A Mosca, il Milan sfida infatti con successo la fortissima Dinamo di Jascin in una partita trasmessa in diretta dalla televisione russa e irradiata radiofonicamente in Europa. Chi ha avuto la fortuna di commentare quello storico incontro in lingua italiana, ha dovuto ammettere di aver provato un’ emozione talmente forte da costringerlo quasi ad abbandonare il microfono. Quel giorno rappresenta il primo successo di una squadra italiana nella capitale sovietica, la prima vittoria oltre la Cortina di ferro.

TAPPE DI AVVICINAMENTO
Gli spalti dello stadio “Dinamo” accolgono circa ottantamila spettatori, desiderosi di assistere all'incontro, ritenuto a buon diritto il più sensazionale dell'annata. in Russia. Il clima è cordiale: gli altoparlanti dello stadio trasmettono canzonette italiane e sotto le gigantografìe di Lenin e Stalin trova posto uno striscione in cirillico, “Saluto agli sportivi d’Italia”. La rivista Il Calcio illustrato definisce la partita un “inizio di collaborazione tra Urss e Italia”. A testimoniare ciò, la presenza in tribuna di Mario di Stefano, l’ambasciatore italiano a Mosca, lo stesso che alla fine degli anni Trenta, grazie all’aiuto di Guido Soro, diplomatico pure lui, aveva salvato la vita a oltre mille ebrei polacchi detenuti nei campi di sterminio, prima di essere epurato dal Duce, a sua volta sollecitato da Hitler nel marzo del 1940, in occasione del vertice del Brennero.

MILAN GAGLIARDO
I campioni sovietici della Dinamo Mosca (la compagine del Ministero Sovietico degli Affari Interni, la più titolata nella storia dei campionati dell'Urss e anche la più odiata per la sua strettissima contiguità con il potere politico) si presentano al gran completo. Scendono in campo capitan Krijevski, Balkov, Savdounine, anche se il più famoso degli undici russi è in assoluto il leggendario Lev Jascin, unico portiere nel lungo romanzo del calcio ad aver vinto il Pallone d’Oro. Dopo aver archiviato con mia ventina di giorni di anticipo la vittoria del campionato, il Milan viene incaricato di rappresentare il tricolore oltre la cortina. In panchina siede Hector Puricelli, ottimo centravanti riciclatosi allenatore del Milan dopo essere stato scavalcato da Nordhal nelle gerarchie dell’attacco. Attorno al pompierone svedese (autore di 26 centri nell’ultimo campionato) giocatori squisiti come Nils Liedliolm, il portiere Lorenzo Buffon (lontano parente del più noto Gigi), Juan Alberto Schiaffino, Cesare Maldini e il “pastore” Jorgen Soerensen, due anni in rossonero prima di tornare in Danimarca ad insegnare ginnastica. Battuto, a Milano, Puskas e la sua Honved Budapest, mia nuova sfida attende ora i campioni d’Italia. Alle ore 19 (le 17 in terra italiana) la partita ha inizio e si mette subito in salita per i rossoneri. Dopo appena due minuti dal fischio d'inizio dell’arbitro Grilz, la Dinamo passa in vantaggio grazie a un’azione elaborata e conclusa dal numero 10 Iline, abile nel battere l’incolpevole estremo difensore milanista. Lo svantaggio e il clima degli ottantamila tifosi sovietici non demoralizza gli ospiti, i quali ben presto prendono il sopravvento da un punto di vista tattico. I rossoneri mettono in mostra una migliore tenuta atletica, nonostante l’età media più bassa della squadra russa e il periodo (inizio luglio), che vede il Milan agli sgoccioli di una logorante stagione e la Dinamo alle battute iniziali della propria stagione agonistica. Dopo una prodezza di Buffon sul potentissimo tiro di Savdounine, il Milan trova il pareggio, poco dopo la mezz’ora, su punizione con Soerensen, grazie ad una splendida conclusione ad aggirare la barriera. Scossi dal pareggio, i padroni di casa reagiscono immediatamente al gol rossonero, sfiorando in due occasioni il raddoppio. Poco prima della fine del primo tempo, onorando ancora una volta la regola del “gol sfiorato, gol subito”, Ricagni infila facilmente Jascin dopo un errore della difesa avversaria su cross di Bergamaschi. Nella ripresa, dopo un altro prodigioso intervento di Buffon su conclusione del solito Iline, il Milan segna il terzo gol con una mezza girata di Nordhal sotto l'incrocio dei pali. Ma i russi non accettano facilmente il ko e riaprono la partita grazie a un ingenuo fallo di mano di Baraldo in piena area, con conscguente tiro dal dischetto trasformato da Savdounine. Gli ultimi venti minuti dell'incontro sono all’insegna della pura accademia da parte dei rossoneri, che chiudono definitivamente la partita calando il poker con Soerensen (doppietta per lui), abile nel trasformare un penalty.

BELLA VITTORIA
Dopo il fischio finale, il pubblico di Mosca, all'insegna della massima correttezza, applaude i vincitori. E la vittoria di Soerensen, di Nordhal, di Eduardo Ricagni, soprannominato “la primula rossa”, tutti all’altezza della loro classe. Le prestazioni di Liedholm e Bergamaschi sono definite superbe per discernimento e tenuta, di spessore anche le prove di Pedroni e Maldini, con Beraldo eccellente per combattività ed intraprendenza mentre il portiere Buffon viene considerato tra i migliori in campo, in grado con le sue prodezze di oscurare addirittura un mito vivente come Lev Jascin. Negli spogliatoi, poi, il vicepresidente dei soviet di Mosca, Simiciasky, riconosce sportivamente i meriti dei rossoneri e lo stesso fa l’Organo della Gioventù Comunista, la Komsomol Pravda, elogiando il giorno seguente i calciatori italiani per l’eccellente prova. I rossoneri si trovano dunque al centro di innumerevoli lodi, incluse quelle dell'ambasciatore di Stefano, sceso negli spogliatoi per stringere la mano ai vincitori. All’uscita dallo stadio, i tifosi della Dinamo tributano l’ennesimo applauso ai campioni d’Italia, capaci di battere meritatamente una delle compagini più forti a livello mondiale.



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Il saluto tra i capitani Kijevski e NordhalI titoli della stampaMosca, Piazza Rossa: foto di gruppo della squadra rossonera


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