L'avvento della TV nel calcio


Il Racconto

Il 5 febbraio 1950 non è una data come tutte le altre, è storica. Per la prima volta, quel giorno, la televisione riprese una partita di Serie A. In Italia, infatti, le trasmissioni sperimentali erano cominciate solo un anno prima e per capire come ci si trovasse ancora agli albori di questa nuova attività, è sufficiente prendere in mano le cronache del tempo: per trasportare le telecamere mobili di allora si dovette ricorrere alle gru dei vigili del fuoco. Si capì tuttavia fin da subito che quel Juve-Milan non rappresentava solo un esperimento: si configurava piuttosto come il primo passo verso il debutto ufficiale della RAI-TV, realizzatosi quattro anni più tardi.

SCONTRO FRA TITANI
Era pieno inverno, un freddo inverno piemontese. Al Comunale di Torino era in programma una gara fondamentale per le sorti del campionato italiano (il primo dopo la tragedia di Superga), che vedeva contrapporsi due rivali storiche come Juventus e Milan. La compagine bianconera, in testa al campionato e allenata dall'inglese Carver, si avvaleva di nazionali del calibro di Boniperti, Parola, Muccinelli, mentre a difendere la porta della Vecchia Signora c'era anche sul duo danese formato da Hansen e Praest, e sul fuoriclasse argentino Martino. Il Milan, secondo in classifica e a sole tre lunghezze dalla Juventus, guidato dall'ungherese Czeizler, poteva replicare con il formidabile trio svedese composto da Gren, Nordhal e Liedholm, passati alla storia come il tridente Gre-No-Li. Sebbene Juventus - Milan rappresentasse anche mi duello fra due scuole di calcio scandinave, il diavolo non era solo questo trio di super assi: schierava, tra le sue file, alcuni calciatori italiani come Tognon, Annovazzi e Lorenzo Buffon, lontano parente dell'attuale Capitano della Nazionale Gigi. Quel giorno, o permeglio dire quella partita, diretta dall’arbitro Galeati di Bologna e condizionata dalla pioggia e dal fango, rappresentò una giornata veramente catastrofica per la Juventus.

SINFONIA SVEDESE IN DUE TEMPI
Il Milan, davanti a cinquantamila spettatori, rifilò ai piemontesi un sonoro 7-1. Nonostante fosse stata proprio la squadra bianconera a passare in vantaggio grazie alla rete iniziale siglata da John Hansen, i gol di Nordhal prima e di Gren poco dopo, sugli sviluppi dt un calcio d’angolo, ribaltarono il risultato. E da quel momento il Milan cominciò a dominar e, grazie anche al "pompiere” Nordhal, che quel giorno sembrava davvero imprendibile. Prova ne ha il fatto che, ancor prima della fine del primo tempo, il Milan dilagò, grazie alle reti di Liedholm e alla seconda rete di uno scatenato Nordhal. Subito il tenibile colpo, la Juventus crollò e vide il proprio capitano, Carlo Parola, espulso: colpevole, secondo il direttore di gara, di aver dato un plateale calcione al sedere di Nordhal. Parola, chiese scusa anzitempo e abbandonò il campo di gioco prima ancora che l'arbitro estraesse il cartellino rosso. Da lì in poi non ci fu più partita. Nella seconda frazione Burini e l’esperto Candiani resero ancora più pesante il passivo, impreziosito dalla tripletta di Nordhal che chiuse il campionato segnando in tutto 35 gol. Il telecronista chiuse la diretta con la celebre frase: “Milan, l'è un grand Milan”. In effetti, nessuno si sarebbe mai immaginato un risultato del genere ma, nonostante la debacle, la Juventus riusci ad aggiudicarsi, con merito, il campionato 1949-50, staccando lo stesso Milan di cinque punti. Ma nella niente dei tifosi milanisti rimase indelebile il ricordo di quella partita indimenticabile; per la Vecchia Signora rappresentò, invece, "una macchia di ragù su un manto di ermellino”, come sostenne un giornalista milanese.

UNA GRANDE SCOPERTA
Ma a rendere storica quella giornata non ha solo la schiacciante vittoria del Milan: la grande novità di quel giorno fu che quella partita fu trasmessa in diretta televisiva dalla RAI-TV. Al microfono uno dei fondatori della Tv italiana come Carlo Bacarelli. “C’era il problema tecnico di prolungare i cavi - racconta Bacarelli nel libro La Tv per sport - facemmo due esperimenti: la sfilata di Carnevale in piazza Madama con le telecamere montate in alto sulle scale dei pompieri in modo da inquadrare via Po”. Complice anche la nebbia torinese, il telecronista si rese immediatamente conto di come l'occhio dello schermo, fosse molto più sensibile di quello umano. A diffonderla furono i primi televisori dell’epoca, ancora oggetto di lustro nelle vetrine dei negozi di elettrodomestici. Gli anni del boom economico, gli anni Sessanta per intenderci, erano distanti ancora una decina d’anni, l’era della diffusione dei beni di consumo non era propriamente dietro l’angolo. La televisione era infatti ancora un oggetto misterioso, posseduto da pochi. In quegli anni, nel tentativo di vederlo in funzione, i più si ritrovavano nei bar. Capitava comunque sovente, e accadde anche in quel 5 febbraio, che qualche passante infreddolito si fermasse davanti alle vetrine dei negozi di elettrodomestici a guardare quella straordinaria novità.

BATTESIMO UFFICIALE
In Europa, a dire il vero, e in particolare in Inghilterra, vi era già stato un precedente, quando nel lontano 1936 il match tra Everton e Arsenal aveva spianato la strada alla Bbc. Si può tuttavia affermare che quel Juve - Milan fu la prima vera partita trasmessa in Italia, benché si trattasse di un primo esperimento.
E non fu neppure un caso isolato: tra le prove dei pionieri rientra anche la gara disputata a Genova, il 13 dicembre del 1953, tra Italia e Cecoslovacchia (gol di Cervato. Ricagni e Pandolfini), valida per la Coppa Internazionale. L'incontro che segnò ufficialmente l’avvento della televisione si giocò solo il 24 gennaio del 1954, quando a Milano si sfidarono Italia e Israele: la partita, valida per la qualificazione alla Coppa Rimet 1954, terminò 5-1 in favore degli azzurri (doppietta di Boniperti e gol di Frignarli, Pandolhni e Ricagni). I tre telecronisti commentarono solo alcune fasi di gioco in diretta perché non era stato ancora trovato un accordo con la Federcalcio. E fu così che, attraverso quella telecronaca frammentata ma emozionante, il calcio approdò in televisione.



Foto Story

Ripresa televisiva in uno stadio calcistico5 febbraio 1950, Juventus - Milan 1-7 è la prima partita trasmessa


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