Tragedia Aerea Chapecoense


Il Racconto

Identikit della squadra

La "Chape", come viene chiamata, è un club giovane, nato nel 1973. E' la formazione della città di Chapeco, un polo industriale da 200mila abitanti dello stato di Santa Catarina, nel sud del Paese. Solo nel 2009 giocava nella serie D brasiliana, dopo una crisi seguita a primi anni di gloria, fra gli anni 90 e il 2000. Un'ascesa verticale e continua lo ha portato nella prima divisione brasiliana nel 2014, nel 2015 la prima partecipazione internazionale. La prima qualificazione in Sudamericana arrivò con un buon piazzamento in Coppa del Brasile, la corsa internazionale si fermò ai quarti contro il River Plate, che avrebbe vinto la competizione. Quella che avrebbe dovuto giocare il 30 novembre 2016 era sicuramente la gara più importante della propria storia: si era guadagnata l'accesso alla finale della Sudamericana (corrispondente all'Europa League), con l'eliminazione in semifinale degli argentini del San Lorenzo (1-1 in trasferta, 0-0 in casa).

La tragedia

L'aereo che trasportava i giocatori della Chapecoense, squadra della Serie A brasiliana che si recava in Colombia a giocare la finale di Copa Sudamericana, si è schiantato nella notte del 29 novembre 2016 mentre si avvicinava all'aeroporto José Maria Cordoba della città colombiana di Medellin alle 10 ora locale, alle 4 in Italia. L'aereo ha perso il controllo con la torre di controllo e, riferiscono i media locali, si è schiantato mentre tentava un atterraggio di emergenza: era decollato da Santa Cruz de la Sierra in Bolivia, dove aveva fatto uno scalo tecnico, con 81 persone a bordo, 72 passeggeri e 9 di equipaggio (48 membri del club, 21 giornalisti). La squadra della città di Chapeco, nello stato brasiliano, di Santa Catarina, si dirigeva a Medellin per disputare mercoledì la partita di andata della finale della Coppa Sudamericana contro l'Atletico Nacional. Il comandante della Polizia di Antioquia, regione in cui si è verificato lo schianto, il General José Acevedo Ossa ha comunicato che i superstiti dell'incidente recuperati erano inizialmente sei, e che non ci sono motivi per sperare di trovarne altri. Lo stesso Generale ha poi comunicato che le vittime sono in realtà 72, perché uno dei sei sopravvissuti è morto durante il traporto all'ospedale. Poi è arrivato il ritrovamento di un nuovo giocatore ancora in vita. In serata le autorità colombiane hanno abbassato a 71 i numeri dei morti: quattro persone che erano nella lista passeggeri non si sono imbarcati da Bogotà. Nessuno di loro faceva parte della Chapecoense.


Le vittime 

Non ci sono vere star, nella rosa della Chape: la squadra era stata costruita a basso costo, la forza era il collettivo. I giocatori più noti erano l’attaccante Bruno Rangel, di ritorno da un’esperienza in Qatar, il terzino Dener, il mediano Gil, oltre al centrocampista Cleber Santana, che nella stagione 2009-2010 giocò nell'Atletico Madrid. Il portiere Danilo era stato fra i "recuperati", ma portato in ospedale, è morto per la gravità delle ferite rimediate. Fra le vittime anche un giocatore passato in Italia: si tratta di Filipe Machado, difensore, 7 presenze con la Salernitana nel campionato di serie B 2009-2010: aveva 32 anni. L’allenatore era Caio Junior, 51 anni, una lunga esperienza in panchina, anche in piazze nobili come Flamengo, Palmeiras, Botafogo.

I sopravvissuti

I sopravvissuti allo schianto sono tre: il terzino sinistro Alan Ruschel (27 anni, vittima di una "frattura della 10ª vertebra e di una lesione spinale") il difensore Helio Zampier Neto (31, che versa in condizioni molto gravi, a causa di "un trauma cerebrale e fratture esposte degli arti") e il secondo portiere Jackson Follman (24, sulle cui condizioni non si hanno comunicazioni ufficiali). Oltre a loro, in nove della rosa non era partiti perché non convocati: sono Nemen, Demerson, Boeck (in permesso per festeggiare il compleanno con la famiglia), Andrei, Hyoran, Winck, Martinuccio, Moises e Nivaldo. Il più noto è Alejandro Martinuccio, passato anche dal Villarreal ("L'infortunio mi ha salvato la vita" ha detto), ma fra loro anche Claudio Winck, difensore che arrivò in prestito per nove mesi al Verona, dal luglio 2015 a marzo, esordendo e segnando un gol in Coppa Italia. Fra i "miracolati" c'è Matheus Saroli, figlio del d.t. del club, che sarebbe dovuto essere sul volo ma non è partito da San Paolo perché aveva dimenticato il passaporto.


Le indagini

L'aereo precipitato in Colombia è rimasto senza combustibile. Lo confermano fonti colombiane. "Possiamo dire che era senza carburante al momento dell'impatto. Una delle ipotesi su cui lavoriamo è che il carburante sia finito spegnendo i motori, provocando una avaria elettrica", ha detto il capo della sicurezza aerea in Colombia. Per il Ceo della compagnia LaMia il pilota ha cambiato il piano di volo, che prevedeva un rifornimento a Bogotà. Per i media il pilota non avrebbe detto di essere rimasto a secco temendo la revoca della licenza di volo. L'ente dell'aviazione civile boliviana ha intanto sospeso "a tempo indeterminato" la licenza di volo alla compagnia aerea LaMia dopo il disastro aereo in Colombia.

Le altre irregolarità rilevate sul volo - Dalle registrazioni emerge anche un dialogo tra il pilota e il copilota sulla possibilità di fare uno scalo in altri due aeroporti, quelli di Leticia o di Bogotà, proprio a causa del "carburante al limite". I due decisero poi di continuare il viaggio. Le indagini hanno accertato poi altre irregolarità sul volo, che però non avrebbero contribuito a causare il disastro. L'aereo viaggiava con un peso maggiore rispetto a quello consentito, ben 500 chili in più, e avrebbe volato a un'altitudine di 30mila piedi, nonostante non fosse certificato per superare i 29mila.



Foto Story

Il logo della squadra dello ChapeUna formazione dello Chape prima della tragediaChapecoense, l'ultimo salutoLe bare dei giocatori


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