1936 L'unica vittoria azzurra alle Olimpiadi


Il Racconto

La medaglia d'oro conquistata dall'Italia ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936 è il secondo capolavoro di Vittorio Pozzo. Tanto prestigioso quanto imprevedibile.Il Commissario Tecnico allestisce in poco tempo una selezione formata da studenti universitari che, per la stragrande maggioranza, non hanno mai calcato i campi della Serie A.

Una banda di giovanotti allegri e incoscienti, pressoché privi di esperienza internazionale, età media 21 anni, che si calano nell'avventura olimpica con entusiasmo e serietà da veri professionisti dello sport. Pozzo chiede loro dedizione assoluta e soprattutto di onorare la maglia che indossano. E viene ripagato come forse non avrebbe mai immaginato.

La prima partita del torneo olimpico berlinese, contro gli inesperti statunitensi, non entusiasmò l’opinione pubblica, infatti l'Italia riuscì a vincere, non senza inattese difficoltà, grazie ad un gol di rapina dell’occhialuto Annibale Frossi. Evidentemente, il generale Pozzo catechizzò per bene i suoi soldatini, dopo il grigio esordio, perché le successive, vittoriose partite contro Giappone (8-0) e Norvegia (2-1) videro un’Italia più frizzante e sempre più consapevole dei propri mezzi.

Dal momento che la competizione prevedeva una semplice formula ad eliminazione diretta caratterizzata da ottavi, quarti, semifinali e finali per determinare il podio, in men che non si dica gli azzurri si ritrovarono bellamente in campo con l’opportunità di conquistare la prima medaglia d’oro olimpica della storia italiana. Nell’atto conclusivo i nostri avversari furono gli austriaci, i “nemici” di sempre. Gli undici azzurri schierati da Pozzo: Venturini della Sampierdarena tra i pali, davanti a lui la coppia juventina Foni-Rava; in mediana, Baldo della Lazio, Piccini della Fiorentina e Locatelli dell’Ambrosiana. Al centro dell’attacco c’era Bertoni del Pisa, appoggiato dal compagno di squadra Biagi e da Marchini della Lucchese, sulle fasce Frossi dell’Ambrosiana e Gabriotti della Lazio.

Alla fine dei tempi regolamentari, le due squadre erano sull’uno a uno: al gol del solito Frossi, eccelsa ala destra affetta da miopia cronica ma capace di vedere la porta come nessun altro a Berlino (sarà proprio lui il capocannoniere del torneo olimpico tedesco, con 7 reti all’attivo), aveva risposto la mezzala sinistra austriaca Kainberger. Al secondo giro di lancette dei supplementari, Gabriotti, dall’estrema sinistra, passò lungo al centrattacco Bertoni che operò un “velo” in favore dell’accorrente Frossi che chiuse i cinque cerchi berlinesi così come li aveva aperti: con una rete decisiva.

Corro sul campo, i giuocatori mi volano incontro, mi baciano, mi travolgono. Ci chiamano davanti alla tribuna d’onore. Lassù, quei due marinai che issano, lentamente, la bandiera nostra sul più alto pennone dello Stadio. Tutt’attorno, le centomila persone che prima ci erano contrarie, stanno ora in piedi e salutano: salutano noi. E noi, sull’attenti, mentre echeggiano le note degli inni nostri. Credo d’essere io solo a piangere, mentre faccio uno sforzo a stare rigido sull’attenti: macché, piangono tutti quei cari ragazzi nostri! Ancora una volta: arrestati, attimo fuggente, sei così bello!”.
Parole toccanti, indelebili, emozioni travolgenti messe nero su bianco da Vittorio Pozzo nel suo libro Campioni del mondo. Quarant’anni di storia del calcio italiano (Ed. C.N.E., Roma, 1960). Al momento una sola gioia olimpica nella storia del calcio italiano, tante delusioni: nessuno potrà mai sminuire le gesta di quella squadra, né tantomeno le sensazioni inebrianti che esse scatenarono.

OTTAVI DI FINALE3-8-1936 Berlino (OL)
Italia-Stati Uniti 1-0
Reti: 58’ Frossi
Italia: Venturini, Foni, Rava, Baldo, Piccini, Locatelli, Frossi, Marchini, Scarabello, Biagi, Cappelli. Ct: V. Pozzo.
Stati Uniti: Bartkus, Greinert, Zbilowski, Crockett, Pietras, Altemost, Gajda, Nemchik, Lutkfeeder, Fiedler, Ryan. Ct: E. Schroeder.
Arbitro: Weingaertner (Germania).

QUARTI DI FINALE 7-8-1936, Berlino (OL)
Italia-Giappone 8-0
Reti: 14’ Frossi, 32’ e 57’ Biagi, 75’ e 80’ Frossi, 81’ e 82’ Biagi, 89’ Cappelli
Italia: Venturini, Foni, Rava, Baldo, Piccini, Locatelli, Frossi, Marchini Bertoni I, Biagi, Cappelli. Ct: V. Pozzo.
Giappone: Sano, Suzuki, Takeuchi, Tatsuhara, Hita, Kin, Matsunaga, Ukon, Kawamste, T. Kamo, S. Kamo. Ct: S. Takenokoshi.
Arbitro: Olsson (Svezia).

SEMIFINALE 10-8-1936, Berlino (OL)
Italia-Norvegia 2-1 d.t.s.
Reti: 15’ Negro, 58’ Brustad, 96’ Frossi
Italia: Venturini, Foni, Rava, Baldo, Piccini, Locatelli, Frossi, Marchini, Bertoni I, Biagi, Negro. Ct: V. Pozzo.
Norvegia: Henry Johansen, Eriksen, Holmsen, Ulleberg, Juve, Holmberg, Frantzen, Kvammen, Martinsen, Isaksen, Brustad. Ct: A. Halvorsen e K. Lilleberg.
Arbitro: Von Hertzka (Ungheria).

FINALE 15-8-1936, Berlino (OL)
Italia-Austria 2-1 d.t.s.
Reti: 70’ Frossi, 80’ K. Kainberger, 92’ Frossi
Italia: Venturini, Foni, Rava, Baldo, Piccini, Locatelli, Frossi, Marchini, Bertoni I, Biagi, Gabriotti. Ct: V. Pozzo.
Austria: E. Kainberger, Kargl, Künz, Krenn, Wallmüller, Hofmeister, Werginz, Laudon, Steinmetz, K. Kainberger, Fuchsberger. Ct: H. Meisl.
Arbitro: Bauwens (Germania).



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La nazionale di calcio l'Italia che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1936 di Berlino.L’Italia Campione Olimpica del 1936 dopo aver battuto in finale l’Austria 2-1.Il logo delle Olimpiadi del 1936.Un'azione di Italia-Giappone.Finale Italia-Austria: la rete decisiva di Frossi.L'Italia Olimpica vittoriosa del 1936 (Il Littoriale)


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