Sorteggi Ottavi Europa League 2017-18 - ok i precedenti di Milan e Lazio


Il Racconto

Si è svolto a Nyon il sorteggio degli ottavi di finale di Europa League, seconda competizione dell’UEFA. Sorteggio libero, senza teste di serie, con unica limitazione il divieto di scontri tra le tre squadre russe e gli Ucraini della Dinamo Kiev, per il conflitto in Donbass. Gli accoppiamenti usciti dalle urne vedono i seguenti scontri: Lazio-Dinamo Kiev, Milan-Arsenal, Marsiglia-Athletic Bilbao, Atletico Madrid-Lokomotiv Mosca, Borussia Dortmund-Salisburgo, CSKA Mosca-Lione, RB Lipsia-Zenit, CSKA Mosca-Lione. Di questi, solo i primi quattro hanno precedenti, mentre gli altri sono inediti in Europa. Non ci sono derby nazionali, e non c’è stato nemmeno il temuto (dall’UEFA) accoppiamento tra Salisburgo e Lipsia, che hanno la stessa proprietà, il gruppo Red Bull. È ancora in corsa il Lione, che punta a diventare la terza squadra a centrare la finale nel proprio stadio, dal 1998, anno dell’introduzione della finale a partita unica. Da allora, solo il Feyenoord nel 2002, vincitore sul Borussia Dortmund e lo SportingLisbona, sconfitto nel 2008 dal CSKA Mosca, ci sono riuscite.

Come detto, due dei quattro ottavi che hanno un precedente coinvolgono le squadre italiane. È il 1999-2000, anno che passerà alla storia per il secondo scudetto della centenaria storia della Lazio. I biancocelesti hanno perso il campionato precedente all’ultima giornata, lasciandolo proprio al Milan, ma si sono qualificati per la prima volta alla fase a gironi della Champions League. È il gruppo A, quello dei laziali, che trovano nelle urne il Bayer Leverkusen, il Maribor e, appunto la Dinamo Kiev, guidata dal leggendario Valeriy Lobanovskyi e campione ucraino. È il 22 settembre 1999, alla prima giornata la Lazio ha pareggiato in Germania mentre la Dinamo ha perso, a sorpresa, in casa col Maribor. È la Lazio di Eriksson in panchina, con l’esperienza in campo dei vari Mancini, Mihajlovic, Nedved, la classe di Veron, la giovanile irruenza di Dejan Stankovic, la sicurezza in difesa di Nesta. Non è una partita facile, gli ucraini chiudono gli spazi, Mancini è in serata no e Nedved ci prova ma gli va sempre male. Ballotta si scalda le mani solo per una punizione di Kaladze, unica parata del match. Non va giù ai laziali l’arbitraggio di Diaz Vega: lo spagnolo non accetta proteste e ammonisce tre laziali in tre minuti, poi al 68’ concede un rigore dubbio alla Dinamo, che realizza Rebrov, una delle stelle della squadra dopo la partenza di Shevchenko al Milan. La Lazio con carattere ribalta il punteggio, a sette minuti dal gol degli ospiti è sul 2-1 per i gol di Negro e del “Matador” Salas, subentrato a Stankovic. Finisce così, coi tre punti ai laziali.

Passa poco più di un mese e c’è il ritorno a Kiev, con la Lazio già ampiamente qualificata al secondo turno con 11 punti, la Dinamo seconda a 8, il Leverkusen a 7 e il Maribor ultimo, ancora con quei soli tre punti conquistati a Kiev nel carniere. Con una squadra ampiamente infarcita di riserve, Eriksson riesce comunque a vincere grazie a un autogol del russo Mamedov, ma la Dinamo passa il turno insieme ai biancocelesti, poiché il Bayer non riesce ad andare oltre il pari casalingo con gli sloveni. Quest’anno non potrà finire così, è eliminazione diretta, una delle due andrà a casa, come si dice in questi casi. La Dinamo è la prima squadra ucraina che la Lazio troverà sulla propria strada per la seconda volta, dopo avere incontrato il Chernomorets Odessa (allora sovietico) nel 1975 in Coppa UEFA e, in tempi più recenti, Shakhtar Donetsk in Champions, Metallist Kharkhiv e Dnipro sempre in Europa League, con un bilancio ottimo: 8 vittorie, un pari e una sola sconfitta, lo 0-1 ininfluente di Odessa, ribaltato all’Olimpico dalla tripletta di Chinaglia per il 3-0 dopo i supplementari. La Dinamo, invece, non ha grande tradizione con le italiane, con 3 vittorie, 7 pareggi e 12 sconfitte, ma un particolare che piacerà ai laziali: i tre successi sono stati ottenuti tutti contro la Roma in Champions League.

Milan-Arsenal è l’accoppiamento con più precedenti, sei partite per tre scontri diretti, con tre vittorie milaniste, due dell’Arsenal e un pari per un esito del doppio confronto che ha sorriso due volte ai rossoneri e una ai londinesi. Si comincia con la Supercoppa UEFA del 1994, che si gioca però nel febbraio dell’anno successivo, col Milan campione d’Europa in carica e Arsenal che ha sconfitto il Parma in finale di Coppa delle Coppe. Si gioca ancora col doppio confronto, e l’andata si disputa a Highbury, campo ancora inespugnato dalle squadre italiane. È un momento nero per il calcio italiano, solo tre giorni prima un tifoso milanista ha accoltellato a morte il genoano Vincenzo Spagnolo fuori da Marassi. L’ambiente è scosso, i controlli per gli ultras rossoneri in partenza per Londra sono minuziosi, non è un clima di festa e anche la partita si gioca in un’atmosfera strana e finisce 0-0, con l’Arsenal che rivede in campo accolto da un’ovazione Paul Merson dopo lunga assenza per problemi di droga Il Milan che non soffre, controlla, vuole rimandare il discorso alla partita di ritorno, riuscendoci. A San Siro, al ritorno, non c’è il grande pubblico, la curva è ancora in fermento dopo i fatti di Genova e nel primo tempo non tifa. Il Milan scende in campo con la seconda maglia, gialla, e Boban è il protagonista. Mette in difficoltà più volte il terzino svedese Schwarz, al quarto tentativo arriva solo davanti a Seaman e lo batte in uscita. Nel secondo tempo i tifosi cantano, Massaro raddoppia di testa su corner di Savicevic. Gol, partita, coppa alzata.

Per rivedere Diavoli e Gunners gli uni di fronte agli altri bisogna aspettare 13 anni, ottavi di finale di Champions League. E la tradizione si ripete, con l’Arsenal che non va oltre lo 0-0 in casa, nonostante sia cambiato il teatro di gioco, Highbury è stato demolito e ora si gioca all’Emirates Stadium. L’ex Lehmann è messo a dura prova all’inizio da Maldini, Pirlo è bloccato dai giocatori di Wenger, il Milan soffre ma Kalac blocca tutto, specialmente i tiri da fuori dei londinesi. Al ritorno, il Milan parte favorito, ma subisce la freschezza dei giovani Gunners, che sprecano tantissimo. Kalac è in ottima forma e neutralizza tutti i tentativi avversari. Quando la sfida si sta trascinando ai supplementari, Fabregas spara da fuori, Nesta devia e Kalac è battuto. Mancano sei minuti e al Milan servirebbero due gol per andare avanti nella difesa del titolo, ma nel recupero è Abedayor, il migliore in campo, a suggellare la vittoria con il gol del 2-0. Altri quattro anni, siamo sempre agli ottavi. Il Milan di Allegri, campione d’Italia, ritrova Wenger e all’andata, stavolta a San Siro, surclassa gli avversari. È 4-0 con gol di Boateng, doppietta di Robinho(capocannoniere della sfida) e il rigore di Ibrahimovic, In casa Arsenal si spera nel “comeback”, la rimonta, e il primo tempo fa sperare i Gunners, che vanno avanti 3-0 all’intervallo coi gol di Koscielny, Rosicki e van Persie.È il veterano Abbiati a difendere la porta rossonera dal gol che porterebbe ai supplementari, salvando su Gervinho e su van Persie. È la prima eliminazione dell’Arsenal da parte di un’italiana in uno scontro diretto: finora gli inglesi hanno un record di 16 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte con le compagini tricolori. Leggermente negativo (12 v, 12 p, 13 s) il bilancio del Milan con le inglesi. Dei giocatori scesi in campo nell’ultima doppia sfida, solo in tre sono ancora in rosa nelle rispettive squadre: Koscielny e Ramsey nell’Arsenal, Abate nel Milan.

Detto delle italiane, restano due sfide con precedenti. La prima è Atletico Madrid-Lokomotiv Mosca: le due squadre si sono incontrate una sola volta e in partita secca, a Mosca, nella fase a Gironi di Coppa UEFA 2007-2008, che in quegli anni si giocava con partite di sola andata in gironi da cinque squadre. È una sfida in cui emerge il diciannovenne argentino Sergio Agüero, che con una doppietta apre e chiude una sfida terminata 3-3. Nel mezzo, il pari del russo Bilyaletdinov, il nuovo vantaggio Colchonero di Forlan e la doppietta di Odemwinge, curioso mix uzbeko-nigeriano. Al termine del girone, le due squadre avranno destini opposti, primo l’Atletico, ultima la Lokomotiv. Ultimo precedente, quello tra Olympique Marsiglia e Athletic Bilbao. Mediterranei e baschi si sono incontrati di recente, due stagioni fa, e l’hanno spuntata i secondi vincendo al Velodrome con un eurogol di Aduriz e pareggiando 1-1 al San Mamés in extremis con Merino, dopo il gol del Marsiglia di Batshuayi, presente in questi ottavi ma con la maglia del Borussia Dortmund, che incontrerà il Salisburgo.

Gabriele Porri



Foto Story

Milan-Arsenal 2012 van Bommel, Ibrahimovic e Robinho festeggiano un gol del Milan nell'ultima sfida con l'ArsenalLazio-Dinamo1999 Ramiz Mamedov tra Marcolin e Sensini nella sfida di ritorno del 1999


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