La prima partita in notturna? in Inghilterra, 140 anni fa


Il Racconto

Se il calcio in notturna costituisce oggi la normalità, agli albori del gioco appariva una stranezza. Costruire un impianto d’illuminazione solo per soddisfare un piacere poteva costituire uno spreco di denaro pubblico, eppure in Inghilterra, fin dal 1878 si poteva giocare illuminati dai riflettori!

Ebbene si, già circa 140 anni il terreno di gioco disponeva di lampioni che rendevano praticabile un match ad orari impensabili: il 14 ottobre 1878 il Bramall Lane di Sheffield (Inghilterra) vedeva scendere sul prato due rappresentative locali che si sfidarono in notturna.

Davanti a Mr Perce Dix, il direttore di gara dell’evento speciale, i giocatori dello Sheffield FC, divisi in due compagini, ribattezzate semplicemente Reds (Rossi) e Blues, si sfidarono con inizio alle ore 19.30, ora locale.

E si riscontrò anche un notevole successo di pubblico, dato che le cronache del tempo parlano di ben 12.000 spettatori paganti (6 pences il costo del ticket) per vedere un’assoluta novità e, sempre secondo i resoconti ufficiali, furono all’incirca 8.000 spettatori che si nascosero nell’ombra dei terreni circostanti pur di non perdersi un’azione di gioco.

Ma come era costruito l’impianto?

L’impianto era dotato di due generatori della potenza di 8 cavalli vapore, installati dietro le due porte, mentre negli angoli vennero sistemate quattro torri, alte circa 9 metri. In questo modo, ad essere illuminato era soltanto il terreno di gioco, e pertanto le migliaia di persone che poterono guardare la partita senza acquistare il biglietto si “salvarono” dall’accusa di essere considerati dei “portoghesi”. Il numero di spettatori era comunque record: solo qualche mese prima, la finale di Fa Cup venne disputata davanti a soltanto (si fa per dire) 4500 persone.


Fonte: Soccerdata



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