Curiosità sui Mondiali di calcio


Il Racconto

Venti edizioni, 16 nazioni diverse ospitanti, 81 paesi partecipanti e  8 vincitori: questi i numeri in breve dei Mondiali di calcio. Ma la quasi 90-enne storia ha nei suoi almanacchi numerosi aneddoti, scopriamone qualcuno.

Il primo mondiale della storia, nel 1930 in Uruguay, fu l’unico ( e sicuramente per sempre) a disputarsi in un’unica città, Montevideo. Nel 1966 invece, l’Inghilterra, la nazionale padrona di casa, fu l’unica (tuttora) a disputare tutti e 6 gli incontri della fase finale in unico stadio, nel tempio di Wembley.

Il primo calciatore espulso in una partita dei Mondiali fu il peruviano Plácido Galindo, che nella sconfitta per 3-1 contro la Romania, nel 1930, venne allontanato dal campo. Il primo invece ad essere sanzionato con i cartellini giallo e rosso fu il cileno Carlos Caszely nel Mondiale di Germania del 1974.

I numeri sulle maglie dei calciatori vennero apposti soltanto a partire dai Mondiali di Svizzera nel 1954.

Sempre nell’edizione elvetica, vi fu la prima coppia di fratelli ad alzare al cielo la Coppa del Mondo: i tedeschi Fritz e Ottmar Walter. L’evento si ripeterà solo nel 1966 con Bobby e Jacky Charlton in Inghilterra.

Nel Mondiale del Cile nel 1962, la Spagna presentava nella rosa quattro giocatori di nazionalità differente da quella iberica: Alfredo Di Stéfano (argentino), Eulogio Martínez (paraguaiano), Ferenc Puskas (ungherese) e José Emilio Santamaría (uruguagio).

Nel primo dei due Mondiali italiani, nel 1934, gli azzurri presentarono in campo i primi oriundi della storia del calcio: Luis Monti, Raimundo Orsi, Enrico Guaita e Attilio Demaría infatti erano nati in Argentina, con ovvie discendenze italiane, una moda ormai ampiamente sviluppata nel calcio moderno.

Fonte: Soccerdata



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