Coronation Cup 1953


CORONATION CUP 1953 - CELTIC

Il racconto

Quando, nel febbraio del 1952, Re Giorgio VI muore, sul trono di Gran Bretagna gli succede la figlia ventiseienne Elisabetta. Tuttavia, come da tradizione, l'incoronazione della nuova regnante avviene l'anno successivo, non potendo esservi festeggiamenti durante il lutto per la morte del precedente sovrano. Il gran giorno sarà quindi il 2 giugno 1953 nell'Abbazia di Westminster e per l'occasione sono molte le iniziative, diciamo così, collaterali.

Per esempio, tra le manifestazioni di rilievo c'è l'East African Safari Rally, che si svolge dal 27 maggio al 1° giugno, ma anche il mondo del calcio si muove. Le autorità calcistiche di Inghilterra e Scozia decidono infatti di organizzare un torneo per club, la cui formula e composizione è sulla falsariga di un'altra competizione commemorativa, disputata 15 anni prima, l'Empire Exhibition Trophy. Stesso numero di squadre, otto (quattro inglesi e quattro scozzesi), stesso formato, eliminazione diretta, stessa città, Glasgow. Con una differenza: nel 1938 viene scelta la città scozzese in quanto sede dell'esposizione universale, mentre per la Coronation Cup (questo il nome della competizione) la scelta ricade su Glasgow perché Londra è congestionata proprio per i preparativi dell'incoronazione.

Non resta che scegliere le squadre da invitare: per l'Inghilterra partecipano i campioni in carica dell'Arsenal, poi Manchester United e Tottenham vincitori delle due precedenti edizioni e il Newcastle campione della FA Cup 1952. Un contingente molto forte, nonostante la rinuncia del Blackpool, che ha appena alzato la FA Cup, Preston e Wolverhampton, rispettivamente secondi e terzi in First Division. Per la Scozia, ci sono i neolaureati campioni dei Rangers, quelli uscenti, Hibernian Edimburgo, l'Aberdeen finalista di Coppa di Scozia e il Celtic Glasgow. La scelta di questi ultimi, ottavi in campionato e fuori dalle coppe nazionali con largo anticipo, sorprende gli stessi tifosi e fa storcere il naso a molti, ma i biancoverdi, a secco di titoli dal 1938, hanno un largo seguito di pubblico e il 50% degli incassi andranno in beneficenza.

Si comincia l'11 maggio, si gioca in contemporanea a Ibrox Park e Hampden Park, le sedi preposte per l'intera competizione e il pubblico non delude: più di 100.000 persone assistono ai due match, Celtic-Arsenal a Hampden e Hibernian-Tottenham a Ibrox. Il Celtic, partito sfavorito, esce dalla mediocrità e sconfigge i campioni di Inghilterra dopo un match in cui il migliore per distacco è il portiere dei Gunners, George Swindin. È solo grazie alle sue parate se l'incontro termina soltanto 1-0, con la rete di Collins e i supporters biancoverdi, entrati allo stadio Nazionale con l'angoscia di chi sa che potrebbe subire una disfatta, escono festanti. Va a casa la squadra campione di Football League, mentre i rivali del Tottenham impongono il pari ai forti Hibs, 1-1 anche dopo i supplementari. La partita si ripete a sole ventiquattr'ore di distanza e qui i biancoverdi di Edimburgo riescono a vincere in rimonta 2-1, meritatamente.

A Glasgow già pensano a due semifinali tutte scozzesi, ma la seconda giornata riserva loro brutte sorprese. I Rangers devono fronteggiare la forza degli interni d'attacco del Manchester United e subiscono la rimonta di fronte a più di 75.000 spettatori. L'Aberdeen guidato da Dave Halliday, che nel 1955 vincerà il campionato scozzese diventando il primo e tuttora unico Manager insieme a Sir Alex Ferguson a portare i Dons a vincere il campionato scozzese, subisce addirittura un cappotto da parte del Newcastle United, 4-0.

Domenica 16 maggio è giorno di grandi partite, nel tardo pomeriggio. Ad Ibrox si sfidano Hibs e Magpies, mentre il Celtic affronta a Hampden il Manchester United, favoritissimo dopo la vittoria sui Rangers. "Quel che non è riuscito ai Rangers, riuscirà a noi" cercano di farsi forza i biancoverdi, ben sapendo di non avere grandi speranze. Entrambe le gare sono condizionate dal forte vento, ma Celtic e United riescono comunque a inscenare una buona partita. La squadra di Glasgow schiera lo stesso undici che ha sconfitto l'Arsenal e trova il gol con Peacock poco dopo la mezzora, con un tiro appena dentro l'area. Nella ripresa, gli inglesi hanno il vento a favore, ma sono ancora i Bhoys con Neilly Mochan a trovare la rete. Non basta il gol di Rowley a tredici minuti dalla fine, Stein e Haughney controllano e il Celtic è in finale.

L'ultimo atto è tutto scozzese, visto che l'Hibernian riesce a disporre facilmente del Newcastle su un campo secco e polveroso. Molti avrebbero voluto una finale anglo-scozzese, invece sarà un affare tra Glasgow ed Edimburgo. La pioggia scesa nei giorni precedenti la finale è benefica, perché rende più morbido il terreno di Hampden. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare oggi, con il Celtic pigliatutto, sono gli Hibs i favoriti, mentre i tifosi della parte cattolica di Glasgow sono ancora increduli del fatto che i propri idoli abbiano battuto le due corazzate inglesi. Mentre l'Hibernian conferma tutti i suoi giocatori, nel Celtic c'è un'importante defezione: Tully non ce la fa e al suo posto in attacco gioca Willie Fernie.

Al 28', Jock Stein libera l'area, la palla va a Fernie che serve Mochan, il cui tiro da oltre venti metri si insacca alle spalle di Younger. Gli Hibs attaccano, premono, ma a tre minuti dalla fine un contropiede avviato da Evans e portato avanti ancora da Fernie, permette a Jimmy Walsh di raddoppiare. Il Celtic, dopo un'annata disastrosa, si consola con il suo secondo successo in una competizione "All British", dopo la vittoria nell'Empire Exhibition Trophy, quindici anni prima e porta a casa la Coppa, ovviamente in modo permanente. La vittoria tra l'altro è di buon auspicio per l'undici di Glasgow, visto che nella stagione successiva conquisterà nuovamente il titolo di campione di Scozia.

 

I risultati

Quarti di finale
HIBERNIAN               Tottenham                2–1 dts
CELTIC                  Arsenal                  1–0 
Rangers                 MANCHESTER UTD           1–2 
Aberdeen                NEWCASTLE UTD            0-4


Semifinali
CELTIC                  Manchester Utd           2–1
HIBERNIAN               Newcastle Utd            4–0


Finale
Hampden Park, Glasgow, 20 Mag 1953, spett 117060

CELTIC                  Hibernian                2-0
28' 1-0  C: Mochan
87' 2-0  C: Walsh

Celtic
    Bonnar, Haughney, Rollo, Evans, Stein, McPhail, Collins, Walsh, 
	Mochan, Peacock, Fernie.
Hibernian
    Younger, Govan, Paterson, Buchanan, Howie, Combe, Smith, Johnstone, 
	Reilly, Turnbull, Ormond
Arbitro: Hugh Phillips (Scozia)



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La Coronation CupLa formazione del Celtic, vincitrice del trofeoIl programma della finale della Coronation Cup


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