Coppa delle Fiere 1964-65


COPPA DELLE FIERE 1964-65 - FERENCVÁROS

Il racconto

La richiesta di partecipazione alla Coppa delle Fiere raggiunge i livelli massimi nel 1964, quando il comitato organizzatore accoglie ben 48 richieste di iscrizione. Le federazioni più importanti possono portare quattro squadre e il livello cresce: al via ci sono Juventus, Milan, Barcellona, Roma, Manchester United, Everton, Valencia, Borussia Dortmund tra le altre. Il comitato però pecca di disorganizzazione e di inesperienza. Infatti, anziché predisporre un turno preliminare che riduca le squadre a 32 e andare via lisci fino alla finale, portando direttamente ai sedicesimi le più titolate, preferisce non scontentare nessuno e predispone un primo turno con 24 sfide. Il problema è che poi si ritrova un secondo turno con dodici partite e un terzo con sei, per “accorgersi” poi che ai quarti di finale si sono qualificate solo sei squadre. A quel punto, due squadre vengono sorteggiate per il passaggio diretto alle semifinali, le altre quattro si giocano i rimanenti due posti, ma ormai il pasticcio è fatto.

Soltanto due sfide del primo turno vanno al play-off, di queste una è la principale sorpresa del torneo, con gli irlandesi dello Shelbourne che vincono lo spareggio di Dublino sul ben più quotato Belenenses grazie al colpo di testa di Hannigan e a un tocco sotto di Conroy che supera Pereira in uscita. Inutile il gol di Teodoro, un diagonale che non dà scampo a Heavey. Il regolamento prevede che lo spareggio si giochi in campo neutro soltanto se c’è l’accordo tra le parti, altrimenti si sorteggia chi delle due dovrà giocare in casa. Alla fine, le squadre non si accordano mai, sperando di avere la fortuna di giocare in casa, e la decisione finisce sempre al sorteggio. Anche lo scontro tra Lokomotiv Plovdiv e Vojvodina si gioca a Sofia, coi padroni di casa a prevalere. Sempre nel primo turno, notevole la rimonta degli scozzesi del Kilmarnock, che all’esordio europeo vengono sconfitti 3-0 a Francoforte contro un Eintracht che in Scozia conoscono benissimo, avendo eliminato i Rangers nella semifinale di Coppa dei Campioni 1960. Al Rugby Park non sembrano avere speranze, specialmente quando un tiro da fuori di Huberts dà il vantaggio ai tedeschi, dopo soli due minuti, ma due reti ravvicinate di Hamilton e McIlroy – quest’ultimo sfruttando un liscio del difensore avversario - ridanno qualche speranza ai padroni di casa. Solo che dopo l’uno-due a ridosso del quarto d’ora, i tedeschi premono, il Killie deve controllare, e si va al riposo sul 2-1. McFadzean segna dopo soli cinque minuti della ripresa, un colpo di testa dopo una punizione da lunga gittata. Manca solo un gol per pareggiare i conti totali, il portiere tedesco effettua un salvataggio all’incrocio ma è McInally, ancora di testa, a segnare il 4-1. I tifosi scozzesi invadono il campo, ma gli animi si calmano e si può continuare. Il finale è un assedio, gli scozzesi colpiscono il palo con McLean, e nel recupero arriva il 5-1 finale con colui che aveva aperto le marcature, Ron Hamilton, con tiro da fuori deviato dopo una punizione toccata lateralmente. Altra invasione di campo, altra ripresa del gioco, poi il fischio finale. Questa è ancora oggi la migliore performance europea del Kilmarnock, e forse la rimonta più importante del calcio scozzese.

Il Killie è imitato da Celtic e Dunfermline, la Scozia va avanti in blocco, non così le italiane con Milan e Fiorentina buttate fuori rispettivamente da Strasburgo e Barcellona. Sorprendente l’estromissione dei rossoneri, campioni d’Europa meno di un anno e mezzo prima, e anche quella del Valencia per mano del Liegi. Manca la rimonta il Bordeaux, che vince 2-0 sul Borussia Dortmund dopo la sconfitta 4-1 in Germania. I tedeschi però escono molto male al secondo turno, strapazzati da un Manchester United in ascesa, dopo il disastro aereo di Monaco di Baviera di sei anni prima che ha spezzato vite e carriere. Bobby Charlton con una tripletta, lo scozzese Dennis Law, il nordirlandese George Best sono gli artefici del 6-1 in terra teutonica, a cui fa seguito il 4-0 a Old Trafford. Il discorso tra scozzesi e tedesche iniziato con Kilmarnock ed Eintracht prosegue con Dunfermline-Stoccarda e anche questa volta hanno la meglio i britannici: In Scozia, un solo gol di Callaghan rende i commentatori di casa un po’ scettici sul passaggio del turno, dopo una partita in cui l’Athletic avrebbe potuto raccogliere di più. Invece, a Stoccarda il fortino scozzese resiste, ma quando mancano cinque minuti al fischio finale, l’arbitro concede un rigore per un contatto tra Callaghan e Holler. Mentre i Pars protestano, lo stesso Holler rifila un gancio al portiere Herriot, che resta a terra cinque minuti, ma l’arbitro non vede. Herriot si rialza, Waldner il penalty batte e il portiere scozzese para. La squadra del Fife prosegue il cammino, rimanendo l’unica del proprio paese, poiché il Celtic viene estromesso grazie al decisivo 3-1 che il Barcellona gli rifila all’andata. Tre marcatori diversi, ma tutti su azione iniziata da Pereda, I biancoverdi non vanno oltre lo 0-0 al ritorno e quindi devono salutare il torneo, così come il Kilmarnock che deve arrendersi al più quotato Everton, che solo un anno prima aveva calcato i terreni della Coppa dei Campioni.

Dopo il dimezzamento del primo turno, il contingente italiano composto da Juventus e Roma si fa traghettare al terzo turno con il minimo sforzo. I bianconeri eliminano lo Stade Français, polisportiva famosa per merito della sezione rugbistica, che oggi nel calcio calca i campi dei campionati dilettantistici. Dopo lo 0-0 di Parigi, contro una squadra che nella Division 1 è ultima e ha perso 4-0 a Lione, a Torino decide Da Costa al 50’, dall’latra parte qualche lampo di classe di Milutinovic, e poco altro. Scarso anche il pubblico, data la partita infrasettimanale di pomeriggio. Nonostante un cammino non proprio esaltante, la squadra di Heriberto Herrera passa al terzo turno. La Roma, dopo avere battuto 3-0 l’Aris, continua la sua personale battaglia con i Balcani, e affronta l’NK Zagabria. C’è incertezza fino ai minuti finali della gara di ritorno quando Angelillo, dopo un corner di De Sisti e uno svarione di Susa, batte il portiere jugoslavo, per il 2-1 complessivo dopo l’1-1 di Zagabria. Al terzo turno vanno dunque tre squadre spagnole (Barcellona, Atletico Madrid e Athletic Bilbao), due italiane (Roma e Juventus), due inglesi (Manchester United ed Everton), il Dunfermline, Liegi, Lokomotiv Plovdiv, Strasburgo e Ferencvaros. Gli ungheresi non hanno finora brillato, hanno viaggiato un po’ a fari spenti, eliminando per un solo gol lo Spartak Brno al primo turno, per poi passare allo spareggio con il Wiener AC. Stavolta però hanno il compito difficile di dover affrontare la Roma. I giallorossi non sono certo nel migliore momento, e anche un Fradi incompleto, che lascia a casa la stella Florian Albert, in attesa della gara di ritorno, riesce a espugnare l’Olimpico. Segna nel primo tempo Ratkái, una bella girata al volo che piega le mani a Cudicini, e Fenyvesi nella ripresa raddoppia con un tiro angolatissimo. La Roma ha sprecato molto nel primo tempo, è stanca ma trova il gol con De Sisti su azione da corner. Al ritorno, entra in scena Florian Albert, che segna l’unico gol. Ci vuole il supplementare dello spareggio per avere una presenza italiana nei quarti, con la Juve che segna 4 gol in trecento minuti, uno in più degli ostici bulgari della Lokomotiv Plovdiv e quello decisivo nella “bella” del Comunale lo segna Sivori, che aveva segnato anche il gol del pareggio.

Ha del clamoroso invece l’eliminazione del Barcellona al sorteggio, dopo uno spareggio senza reti ma soprattutto dopo che a un minuto dalla fine della gara di ritorno, i catalani erano eliminati fino al gol di Seminario. Fusté colpisce un palo nella terza partita, Lo Bello annulla due gol per fuorigioco al Barcellona, e alla fine la monetina dice Strasburgo. I Blaugrana sono gli unici iberici a uscire in questo turno, l’Atletico riesce a rimontare sul Liegi con un rigore a fine primo tempo, trasformato da Luis (fallo su Adelardo) e nei primi minuti della ripresa con Ufarte, servito lungo da Ramiro. Il Bilbao deve invece ricorrere ai minuti finali dello spareggio per superare il Dunfermline, con Uriarte che conquista palla a metà campo e batte il portiere scozzese con un gran tiro dal limite. Infine, il derby inglese tra Everton e Manchester United, vede i Red Devils prevalere solo nella seconda metà della gara di ritorno, quando Herd batte Gordon West in un match in cui non trovano il gol né Best, né Law. Si arriva così ai quarti di finale, e a questo punto non si può più ignorare che le squadre sono sei e non otto. Due sono sorteggiate per passare direttamente in semifinale: la fortuna sorride a Juventus e Atletico Madrid. È Denis Law, che ha un passato nei rivali cittadini del City e al Torino, a trovare una doppietta nella semifinale di andata a Strasburgo che lo United vince con un margine talmente largo da poter emulare madrileni e bianconeri, e riposarsi, di fatto, nel ritorno che termina 0-0. Di certo non si riposa il Ferencvaros, che per avere la meglio sull’Athletic Bilbao (ai tempi, col franchismo, chiamato Atletico per un decreto del 1941), ancora una volta allo spareggio che si gioca a Budapest, nel teatro nazionale del Nepstadion.

Si arriva così alle semifinali, entrambe finite allo spareggio. La Juventus affronta l’Atletico, che vorrebbe mantenere il titolo in Spagna, in una competizione in cui solo la Roma ha spezzato il dominio iberico. Dopo due 3-1 casalinghi, si va allo spareggio che si gioca a Torino, e ancora una volta i bianconeri sfruttano il fattore campo vincendo con lo stesso risultato delle altre due gare: va a segno l’Atletico nei minuti iniziali, pareggia Stacchini, Calleja fa autorete e nel finale Salvadore sigla il 3-1. Sivori, in rotta con Heriberto Herrera, non gioca. Stesso discorso tra Manchester e Ferencvaros: in Inghilterra vincono i padroni di casa 3-2, gli ungheresi vincono il ritorno 1-0 con un rigore dubbio, e si aggiudicano anche lo spareggio grazie a Karaba e Fenyvesi. Siamo già a giugno, nonostante si dica che la finale tornerà a essere doppia dopo Saragozza-Valencia giocata a Barcellona, si pensa che, data la tempistica, ci sarà finale unica in campo neutro. Invece, scrive “La Stampa” nel commento dello spareggio tra Ferencvaros e United: «A gara conclusa, i dirigenti del Ferencvaros hanno informato di avere accettato di disputare la finalissima in una sola partita, mercoledì 23 giugno allo Stadio Comunale torinese. La decisione era stata presa dal Comitato della Coppa, che il giorno dopo terrà a Torino la riunione nella quale verrà impostato il prossimo torneo.»

La Juventus ha dalla sua 24.500 spettatori – non molti - ma deve fronteggiare una delle migliori squadre dell'Europa dell'est, con l'ossatura della nazionale che ai mondiali cileni è uscita solo ai quarti per mano della Cecoslovacchia poi finalista. Come detto, la stella è Florian Albert, che fa anche il giornalista per l'agenzia “Magyar Tavirati Iroda”, ma i top per presenze in nazionale sono Matrai e Fenyvesi. Nel giorno della morte di Carlo Carcano, allenatore della Juventus pluriscudettata degli anni Trenta, quella anni Sessanta non riesce a onorarlo. La squadra bianconera non incide e la maggior tecnica degli ungheresi ha il sopravvento. Manca Sivori, ancora in dissidio col tecnico, l'unico gol di una brutta partita lo segna Maté Fenyvesi, dottore in veterinaria che questa volta, anziché curare la zebra, la sbrana. Un colpo di testa secco e potente fa capitolare Anzolin che già in precedenza aveva preso un colpo, sempre alla testa, ma contro il palo. Gli ungheresi diventano così la prima squadra al di là della cortina di ferro a vincere una coppa internazionale, per la Juventus ancora una delusione europea, per alzare una coppa importante bisognerà attendere ancora un decennio.

 

I risultati

Primo Turno
FERENCVAROS             Spartak Brno             2-0  0-1 
WIENER SPORT-CLUB       Lokomotive Lipsia        2-1  1-0 
Arīs Salonicco          ROMA                     0-0  0-3  
NK ZAGABRIA             Grazer AK                3-2  6-0 
DUNFERMLINE             Orgryte                  4-2  0-0 
B 1913                  STOCCARDA                1-3  0-1 
Hertha Berlino          ANVERSA                  2-1  0-2 
ATHLETIC BILBAO         OFK Belgrado             2-2  2-0 
Vålerenga               EVERTON                  2-5  2-4  
Eintracht Francoforte   KILMARNOCK               3-0  1-5 
Djurgårdens             MANCHESTER UNITED        1-1  1-6 
BORUSSIA DORTMUND       Bordeaux                 4-1  0-2 
Leixoes                 CELTIC                   1-1  0-3 
BARCELLONA              Fiorentina               0-1  2-0  
STRASBURGO              Milan                    2-0  0-1 
BASILEA                 Spora Luxembourg         2-0  0-1 
Servette                ATLETICO MADRID          2-2  1-6  
Belenenses              SHELBOURNE               1-1  0-0  1-2
Valencia                RFC LIEGI                1-1  1-3  
KB Copenhagen           DOS                      3-4  1-2  
Vojvodina               LOKOMOTIV PLOVDIV        1-1  1-1  0-2
Goztepe                 PETROLUL PLOIESTI        0-1  1-2  
Betis                   STADE FRANCAIS           1-1  0-2 
Union St-Gilloise       JUVENTUS                 0-1  0-1  


Secondo Turno
Wiener Sport-Club       FERENCVAROS              1-0  1-2  0-2
NK Zagabria             ROMA                     1-1  0-1  
DUNFERMLINE             Stoccarda                1-0  0-0 
ATHLETIC BILBAO         Anversa                  2-0  1-0 
Kilmarnock              EVERTON                  0-2  1-4  
Borussia Dortmund       MANCHESTER UNITED        1-6  0-4 
BARCELLONA              Celtic                   3-1  0-0 
Basilea                 STRASBURGO               0-1  2-5 
Shelbourne              ATLETICO MADRID          0-1  0-1 
DOS                     LIEGI                    0-2  0-2  
Petrolul Ploiesti       LOKOMOTIV PLOVDIV        1-0  0-2 
Stade Francais          JUVENTUS                 0-0  0-1 


Terzo Turno
Roma                    FERENCVAROS              1-2  0-1 
ATHLETIC BILBAO         Dunfermline              1-0  0-1  2-1
STRASBURGO              Barcellona               0-0  2-2  0-0 dts (per lancio moneta)
MANCHESTER UNITED       Everton                  1-1  2-1 
RFC Liegi               ATLETICO MADRID          1-0  0-2 
JUVENTUS                Lokomotiv Plovdiv        1-1  1-1  2-1 dts


Quarti di finale
FERENCVAROS             Athletic Bilbao          1-0  1-2  3-0
Strasburgo              MANCHESTER UNITED        0-5  0-0 

Semifinali
Manchester United       FERENCVAROS              3-2  0-1  1-2
Atletico Madrid         JUVENTUS                 3-1  1-3  1-3


Finale
Comunale, Torino, 23 Giu 1965, spett 25000

FERENCVAROS             Juventus                 1-0
74' 1-0  F: Fenyvesi

Ferencvaros
    Geczi, Novak, Horvath, Juhasz, Matrai, Orosz, Karaba, Varga, Albert,
    Rakosi, Fenyvesi
Juventus
    Anzolin, Gori, Sarti, Bercellino, Castano, Leoncini, Stachini, Del Sol
    Combin, Mazzia, Menichelli
Arbitro: Dienst (Svizzera)



Foto Story

Il Ferencvaros vincitore della coppa delle fiere edizione 1964-65Un frangente della finale di Torino tra gli italiani della Juventus e i magiari del FerencvárosFerencavros-Roma 1-0Athletic Bilbao-Ferencvaros 2-1Atletico Madrid-Juventus 3-1Ferencvaros-Manchester United 1-0


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