Coppa delle Fiere 1960-61


COPPA DELLE FIERE 1960-61 - ROMA

Il racconto

Alla sua terza edizione, finalmente le Coppa delle Fiere, competizione non organizzata dalla UEFA, ma con un proprio comitato con sede a Basilea creato da Stanley Rous, si disputa sulla base di una sola stagione. La lunghezza del torneo e la formula per così dire ibrida (con le selezioni cittadine e i club insieme) non hanno contribuito al successo delle prime edizioni e la rinuncia del Losanna sembra non essere di buon auspicio. Le squadre ai nastri di partenza diventano così 15, con gli scozzesi dell'Hibernian Edimburgo che passano direttamente ai quarti di finale.

La Coppa delle Fiere nasce come competizione a invito per selezioni di città che ospitano una fiera commerciale internazionale, ma ben presto le città interessate mandano un club, normalmente il più rappresentativo. Nel 1960-61 le selezioni sono cinque (Lipsia, Belgrado, Basilea, Zagabria e Colonia), ma non sempre l'unione fa la forza: nel secondo turno tre su cinque lasciano il torneo, con l'eccezione di Belgrado che elimina Lipsia allo spareggio di Budapest e della Selezione di Colonia che elimina il Lione. Curiosamente, c'è una squadra che disputa contemporaneamente Coppa Campioni e Coppa delle Fiere: il Barcellona, che inevitabilmente dà più importanza alla prima. Ciononostante riesce a passare il primo turno sconfiggendo la Selezione di Zagabria. All'andata fanno tutto i Blaugrana, con Villaverde prima e Gensana poi, solo che quest'ultimo sbaglia porta. Al Camp Nou, grazie al portiere Ramallets e alla qualità tecnica di Suarez, il Barcellona riesce a ribaltare lo 0-2 iniziale e a portare a casa una preziosa vittoria.

L'ingolfamento del calendario crea disagi al Barga, che nel secondo turno deve cedere agli scozzesi dell'Hibernian. Dopo un rocambolesco 4-4 in casa, i catalani comunque onorano l'impegno portando in Scozia i "big", e chiudono anche il primo tempo in vantaggio. Dopo il 2-2 di Preston, a dieci minuti dalla fine è un contestatissimo rigore a dare il vantaggio decisivo per l'Hibernian, secondo gli spagnoli il fallo di Garay su McLeod non c'è. Il Barcellona resta quindi in corsa per la sola Coppa dei Campioni. Detto dell'unica spagnola e delle selezioni cittadine, è ben rappresentata l'Italia con l'Inter del "Mago" Herrera e la Roma di Schiaffino. Entrambe le squadre non hanno nessun problema nel passaggio del primo turno, specialmente l'Inter che contro l'Hannover 96 passa con un incredibile 14-3 complessivo. Eppure, è ancora la prima Inter di HH, con Armando Picchi terzino, e per la Coppa l'argentino schiera alcune riserve (Fongaro, Zaglio, Bicicli). A San Siro il primo tempo termina con i nerazzurri avanti di un gol, con l'Hannover che sbaglia clamorosamente la rete del pareggio, che però arriva a inizio ripresa, facendo pensare a una beffa. Invece, l'equilibrio si spezza sul 2-2 quando, al 63', Lindskog trasforma un rigore e poi arrivano altri cinque gol per l'8-2 finale con il portiere tedesco Meyer colto da un malore passeggero che costringe l'arbitro Ellis a interrompere il gioco. Non contenta, l'Inter ne fa sei anche al ritorno e si candida per la vittoria finale, anche se il fatto di lottare per lo scudetto in un estenuante duello con Juve e Milan non aiuta.

L'altra italiana, la Roma, è squadra di tutto rispetto: con gli eroi del Maracanazo, Schiaffino e Ghiggia (autore del gol al Brasile, ma qui ormai relegato a riserva), il bomber italo-argentino Manfredini, con la panchina affidata a un "catenacciaro" storico come Alfredo Foni, la Roma inizia bene il campionato in cui però terminerà al quinto posto, dietro alle tre "big" e alla Sampdoria. L'esordio in Belgio contro l'Union Saint Gilloise, squadra che aveva eliminato la Roma nella precedente edizione, è tutt'altro che esaltante, manca l'amalgama per le parecchie riserve in campo e si fa male anche Fontana, relegato all'ala e quindi con la squadra praticamente in dieci. La partita termina 0-0 grazie alle prodezze del portiere Panetti, ma la partita di ritorno vede in campo i titolari Lojacono e Orlando e la pratica si risolve in poco più di mezzora. Ai quarti arrivano anche il Birmingham City, finalista a sorpresa dell'edizione precedente, che elimina gli ungheresi dell'Ujpest, e i danesi del KB che surclassano a sorpresa il Basilea.

Sono proprio la squadra inglese e quella di Copenaghen ad affrontarsi in un roboante primo quarto di finale. Al Parken, di fronte a pochi intimi, finisce 4-4 coi danesi in rimonta dal 2-4 del 71'. Il ritorno non ha storia, gli inglesi chiudono i conti a inizio ripresa, dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato nel punteggio col solo gol di Stubbs. Detto dell'Hibernian, le altre due qualificate ai quarti sono le italiane, vittoriose sulle due selezioni cittadine superstiti. Convince di più l'Inter, che domina i belgradesi. È una selezione che mette insieme in modo quasi "innaturale" giocatori di Partizan e Stella Rossa (più uno del Radnicki e uno dell'OFK), ma dovrebbe essere fortissima: dieci nazionali allenati dall'ex giocatore di BSK e Stella Rossa, Rajko Mitic, eppure finisce addirittura 5-0. L'andamento è lo stesso di Birmingham-KB, un gol nel primo tempo e quattro nella ripresa. A proposito di Birmingham, a San Siro è presente l'allenatore perché si sa già che gli inglesi incontreranno Inter o Belgrado. E dopo l'andata è Inter, ormai. Al ritorno finisce 1-0 per gli slavi, troppo poco.

La Roma, quando l'Inter scende in campo, è già in semifinale dopo l'eliminazione della Selezione di Colonia, composta da giocatori del FC Kòln e del meno blasonato Viktoria, peraltro quasi tutti ex della rivale cittadina. Al Mungersdorfer, sospinta dalla folta schiera degli immigrati italiani, la Roma trova la vittoria con una rete di Manfredini e un autogol di Stollenwerk, un pallonetto del difensore che beffa il proprio portiere uscito dai pali. La critica italiana vede di loro stessi e, nonostante il positivo debutto del non ancora diciottenne Giancarlo De Sisti, perdono 2-0 crollando nella ripresa. Lo spareggio, dopo alcune indiscrezioni che lo davano a Zurigo, alla fine si gioca al Flaminio ed è partita dall'andamento conosciuto: primo tempo equilibrato, palo dei tedeschi al 40', errore di Nasdalla che dà il via libera al vantaggio di Manfredini due minuti dopo, infine squadra di casa che dilaga fino al 4-1 finale. L'esito potrebbe essere ancora più pesante per i tedeschi, se non fosse per un paio di errori nel finale di Manfredini. Il popolare "Pedro" e Lojacono sono i migliori in campo, mentre il tecnico tedesco Weisweiler non ha potuto contare sui nazionali Schnellinger e Wilden.

Nelle semifinali c'è lo scontro incrociato tra britanniche e italiane. Le gare di andata si disputano entrambe il 19 aprile: mentre in Scozia la Roma va vicina al colpaccio e porta a casa un pareggio, l'Inter è sconfitta in casa dal Birmingham City. A Edimburgo, la squadra di casa deve inseguire due volte per la doppietta di Lojacono, sopperendo alle mancanze tecnico-tattiche col vigore agonistico e grazie al forcing finale trova il 2-2 con il migliore in campo, McLeod. L'Inter a San Siro schiera alcune riserve tra cui il portiere Da Pozzo, che non riesce a evitare il rasoterra di Harris nei minuti iniziali. Il ventiduenne portiere, sbaglia l'uscita alla fine del primo tempo sul cross di Hellawell e la palla, dopo il tocco di Gatti, finisce sulla testa di Balleri che la infila nella propria porta, in una carambola comica. Il ritorno sembra dare ragione a chi vede una finale britannica: l'Inter non è mai in partita al St. Andrew's, andando subito in svantaggio e perdendo 2-1 come all'andata e, pochi giorni prima, sull'Olimpico si scatena un uragano in cui gli scozzesi si trovano a loro agio. La doppietta di Baker porta gli Hibs sul 3-1, poi i giallorossi trovano due reti dei propri assi e si va a un nuovo spareggio. Che un curioso sorteggio, tenutosi a Roma nel corso del banchetto di congedo fra le due squadre, al termine del match, stabilisce si giochi nuovamente all'Olimpico.

Il Birmingham aspetta quindi la seconda finalista, che arriva dopo una partita davvero rocambolesca. Tre reti, quattro pali e un rigore sbagliato nel solo primo tempo per la Roma, contro il solo rigore fallito da Kinloch. Finisce 6-0, con poker di Manfredini e reti di Menichelli e Selmosson, ma per vedere l'atto finale della Coppa delle Fiere bisogna attendere l'inizio della stagione successiva, con le rose cambiate e, nel caso della Roma, anche l'allenatore, con Luis Carniglia al posto di Foni. C'è Angelillo, che Herrera ha cacciato dall'Inter, al posto di Schiaffino. Quel che non cambia è la vena realizzativa di "Piedone" Manfredini, che a St. Andrew's piazza una doppietta, con il 2-0 che resiste fino a 12' dalla fine, quando Hellawell supera Corsini e batte Cudicini. Ci pensa Orritt, all'87', di testa da due passi a siglare il pareggio. Al ritorno, i 60.000 sfrenati spettatori dell'Olimpico sfrenati cercano di sospingere la Roma verso il successo finale. Il centravanti dei Blues Jimmy Harris ha recentemente raccontato in un'intervista che all'uscita dal tunnel lui e i compagni sono stati praticamente inondati di sabbia, contenuta in bicchieri di carta lanciati dagli spalti più vicini. Bocca, testa e scarpe pieni di sabbia in una giornata calda come quella dell'11 ottobre 1961. Il Birmingham resiste un tempo, poi arriva l'autorete di Farmer, che la manda nella propria porta mentre tenta di anticipare Lojacono. Il match è duro, gli scontri di gioco non si contano, il risultato resta in bilico fino al 90', quando arriva il gol del 2-0, con Pestrin che sfrutta in contropiede il lancio di Manfredini e infila un bel tiro all'incrocio.

È finita e, curiosamente, tocca all'inglese Stanley Rous, ex segretario FA e neoeletto (da sole due settimane) Presidente FIFA, a premiare capitan Giacomo Losi. La Roma vince il suo primo trofeo internazionale!

 

I risultati

Ottavi di finale
Union St-Gilloise       ROMA                     0-0  1-4
Lione                   COLONIA                  1-3  2-1
Zagabria                BARCELLONA               1-1  3-4
Losanna                 HIBERNIAN                0-2 a tavolino per ritiro Losanna
INTER                   Hannover                 8-2  6-1
Lipsia                  BELGRADO                 5-2  1-4  0-2
COPENHAGEN              Basilea                  8-1  3-3 
BIRMINGHAM CITY         Ujpesti                  3-2  2-1 


Quarti di finale
Colonia                 ROMA                     0-2  2-0  1-4
Barcellona              HIBERNIAN                4-4  2-3
INTER                   Belgrado                 5-0  0-1
Copenhagen              BIRMINGHAM CITY          4-4  0-5


Semifinali
Hibernian               ROMA                     2-2  3-3  0-6
Inter                   Birmingham City          1-2  1-2


Finale - Andata
St. Andrews, Birmingham, 27 Sett 1961, spett. 21000

Birmingham City         Roma                     2-2
30' 0-1  R: Manfredini
56' 0-2  R: Manfredini
78' 1-2  BC: Hellawell
85' 2-2  BC: Orritt

Birmingham City
    Schofield, Farmers, Sissons, Hennessey, Foester, Beard, Hellawell,
    Bloomfield, Harris, Orritt, Auld
Roma
    Cudicini, Fontana, Corsini, Guiliano, Losi, Carpanesi, Orlando, Da Costa,
    Manfredini, Angelillo, Menichelli
Arbitro: Davidson (Scozia)


Finale - Ritorno
Stadio Olimpico, Roma, 11 Ott 1961, spett. 60000

ROMA                    Birmingham City          2-0
56' 1-0  R: Farmers aut.
90' 2-0  R: Pestrin

Roma
    Cudicini, Fontana, Corsini, Pestrin, Losi, Carpanesi, Orlando, Lojacono,
    Manfredini, Angelillo, Menichelli
Birmingham City
    Schofield, Farmers, Sissons, Hennessey, Smith, Beard, Hellawell,
    Bloomfield, Harris, Orritt, Singer
Arbitro: Schwinte (Francia)


Foto Story

Il capitano giallorosso Losi riceve il trofeoLa formazione del Birmingham City schierata nella semifinale d'andata contro l'InterFesteggiamenti dei giocatori della RomaUna formazione del BarcellonaUna formazione del LioneUna formazione del St. GilloiseUna formazione dell'InterUna formazione della RomaUna formazione del Lipsia


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