Coppa Latina


COPPA LATINA 1949 - BARCELLONA

Il racconto
Anche la Coppa Latina - come più tardi la Coppa Campioni - nasce grazie al contributo visionario del giornalista dell'Equipe Gabriel Hanot, il qua e pensa che sia il momento giusto di permettere ai club di diversi paesi di ricominciare a confrontarsi con più regolarità dopo la guerra. Nel periodo tra i due conflitti mondiali era stata la Coppa Europa Centrale a fare da mamma alla Coppa dei Campioni, ma i fatti bellici hanno praticamente cancellato Austria e Cecoslovacchia e l'Ungheria è comunque in un periodo di transizione. Resta l'Italia, nonostante anch'essa sia stata devastata dal conflitto. La FIGC, che ha interrotto l'attività soltanto un paio d'anni, con campionati di guerra disputati sotto i bombardamenti, si "allea" con le Federazioni di Francia, Spagna e Portogallo per creare la nuova competizione.

Siamo nel 1949, il calcio italiano e mondiale e scosso dalla tragedia di Superga, di fatto lo scudetto è stato assegnato al Torino, nonostante quattro partite da disputare. Il presidente Novo, scampato al disastro, vive un estate di grande tristezza e incertezza sul da farsi. La solidarietà delle altre società di fronte a chi ha perso degli uomini che hanno anche rappresentato un patrimonio societario non comune, ha fatto sì che il Torino potesse partecipare alla Serie A nella stagione successiva, ma anche alla neonata Coppa Latina che si disputa tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Nella riunione di Parigi del 18 giugno, con la presenza di Jules Rimet, si autorizzano i granata a presentarsi anche con giocatori non tesserati dal club per la stagione appena conclusa.

Le difficoltà logistiche in quegli anni non mancano, i viaggi sono lunghi e costosi e per evitare un numero di trasferte eccessivo si decide di disputare una sorta di "final four" in sede unica, con semifinali e finali. Partecipano i quattro campioni Nazionali dei paesi membri: oltre al Torino, ci sono il Barcellona, lo Stade Reims e lo Sporting Lisbona, partite a Madrid e Barcellona, dove i Blaugrana affrontano i campioni di Francia. Teatro e lo stadio es Corts della capitale catalana, dove i padroni di casa non fanno alcuna fatica a regolare il Reims di Batteux e Sinibaldi, un 5-0 netto con una sola doppietta, quella di Cesar Rodriguez.

Il Torino è accolto con la simpatia del pubblico madrileno presente allo Stadio Metropolitano, anche se tra gli addetti ai lavori si mette in dubbio la bontà della scelta italiana di mandare una squadra di giovani e riserve. In porta c'è Renato Gandolfi, a cui venne preferito Dino Ballarin per il tragico viaggio a Lisbona. Terzini sono il ventenne del vivaio Piero Bersia e Raffaele Cuscela, stagione appena conclusa nella Lucchese. Alla mediana l'altro giovane Lan o Macchi, classe 1930, Cesare Nay al centro della difesa reduce dal prestito alla Lucchese, Bruno Gremese arriva invece dall'Udinese, dopo un anno d, prestito all'Atalanta. In attacco Frizzi arriva dalla SPAL, Pravisano dall'Udinese, dalle giovanili ci sono i diciottenni Giuseppe Marchetto e Tony Gianmarinaro, chiude il giocatore più famoso, Riccardo Carapellese che proviene dal Milan. A Madrid lo Sporting non ha nessuna difficoltà a imporre il suo gioco e passa tre volte, sempre con l'angolano Fernando Peyroteo, leggenda trentunenne, tuttora il più grande marcatore nella storia del suo club con più di 500 reti. È Marchetto a segnare il gol della bandiera granata.

Meglio va al Torino con un Reims arrendevole, nella calura barcellonese e anche la collocazione temporale della Coppa Latina diventerà motivo di polemica. Segna di nuovo Marchetto, con le doppiette di Pravisano e Carapellese. In porta esordisce Bepl Moro, appena arrivato dal Bari e che difenderà la porta del Toro per la stagione a venire, in cui i granata raggiungeranno un onorevole sesto posto.

Al Nuevo Chamartin, l'attuale Santiago Bernabeu, si affrontano per il titolo il Barca e lo Sporting. Un botta e risposta verso la mezzora porta le squadre sull'1-1, nella ripresa esce il giocatore di casa più rappresentativo, più rapido e incisivo, vale a dire Estanislao Basora e il primo trofeo della storia della Coppa Latina resta nel Paese organizzatore. Il Barcellona ottiene così il suo primo trofeo internazionale di una lunga serie, allo Sporting non restano che gli applausi del pubblico spagnolo e la medaglia d'argento.

I risultati

Semifinali

Sporting Lisbona-Torino 3-1
Barcellona-Stade Reims 5-0


Incontro per il terzo posto

Torino-Stade Reims 5-3


Finale

Barcellona-Sporting CP 2-1


BARCELLONA CAMPIONE (1° TITOLO)

COPPA LATINA 1950 - BENFICA


Il racconto
La seconda edizione della Coppa Latina soffre notevolmente la contemporaneità con il Mondiale brasiliano, né gli organizzatori pensano di disputarla all'inizio della stagione successiva. La Juventus, tornata a trionfare in campionato 15 anni dopo il termine del quinquennio vincente degli anni '30, si vede così costretta a rinunciare. La imitano le milanesi, che insieme ai bianconeri hanno composto il podio del campionato, ma al quarto tentativo la FIGC ottiene risposta positiva e in Portogallo, paese organizzatore dell'edizione 1950, ci va la Lazio. Anche i biancocelesti hanno tre elementi al mondiale (il portiere Sentimenti IV, Remondini e Furiassi) e la squadra è guidata dall'allenatore delle giovanili Alfredo Notti, discreto attaccante del periodo fascista, al posto del titolare Mario Sperone, a Rio de Janeiro con la Nazionale.

Come se non bastasse, la squadra biancoceleste (rafforzata da qualche elemento di Triestina e Venezia) incappa in un'epidemia di influenza, otto elementi con la tonsillite sottoposti a punture di penicillina. La Federcalcio lusitana annuncia così il rinvio di 24 ore del match con i campioni portoghesi del Benfica, che secondo gli osservatori vede i romani favoriti, grazie al clamore procurato dalla vittoria nel Trofeo Teresa Herrera contro i campioni di Spagna dell'Atletico Madrid, disputato nel corso del viaggio dei capitolini verso Lisbona. Tuttavia, I postumi dell'influenza hanno debilitato l'undici italiano, che deve anche rincorrere gli avversari dopo pochi minuti per il gol di Julinho, in posizione sospetta. Un rigore di Rogerio dà il raddoppio ai padroni di casa, che nella ripresa trovano la terza rete con Arsenio.

L'altra semifinale, sempre allo Stadio Nazionale di Lisbona, vede di fronte i campioni di Francia del Bordeaux e gli spagnoli dell'Atletico Madrid. La partita è appassionante e ricca di gol. Segna Kargu per i francesi su punizione, raddoppia Persillon a fine primo tempo, poi i Colchoneros guidati in panchina da Helenio Herrera, accorciano a inizio ripresa con Ben Barek, di petto, tra le proteste del pubblico che pensa a un gol di mano. Al 77' arriva il pareggio di Carlsson su cross di Olmedo e a due minuti dalla fine, quando ormai si prospettava un finale In parità, arriva il secondo gol di Kargu, seguito al 90' dalla quarta rete francese con Ooye.

SI ripropone cosi Lazio-Atletlco, ma stavolta non ci sono trofei in palio. Il Teresa Herrera deve aver lasciato qualche strascico tra le due squadre e dopo il gol della "Perla Nera" Ben Barek al 10', arriva la doppia espulsione di Magrini (che già sostituiva Puccinelli espulso col Benfica) e Carlsson. Arriva però subito il raddoppio dell'Atletico con Escudero, che anticipa il compagno Ben Barek e con una botta supera Fioravanti. La Lazio resta in nove, dopo l'espulsione anche di Piacentini per un insulto alla terna arbitrale; con il pubblico portoghese che li acclama, i biancocelesti lasciano il campo per protesta alcuni minuti. Nella ripresa Vittorio Sentimenti accorcia, anche gli spagnoli restano in nove (rosso per Escudero) ma la gara termina 2-1, con i madrileni terzi e i capitolini quarti.

A seguire, è tutto pronto per la gara che assegna il titolo. È una partita vera e appassionante, dal punteggio altalenante: va avanti 2-0 la squadra di casa, ma all'intervallo è in testa il Bordeaux 3-2. Pascoal pareggia a inizio ripresa, poi non arrivano più gol, nemmeno ai supplementari. Si deve così rigiocare, la domenica successiva (!), sempre all'Estadio Nacional, arbitra il torinese Bertolio. Nel primo tempo il Bordeaux gioca meglio di squadra, ma trova un gol su azione personale di Edouard Kargu, al secolo Kargulewicz, natali polacchi e passaporto francese. Stavolta i Girondins arrivano a un passo dal titolo, il Benfica, nonostante il pubblico dalla sua parte, si sta quasi rassegnando alla sconfitta, ma dopo 89 minuti e 31 secondi un contropiede di Arsenio porta l'1-1, grazie anche alla complicità del portiere francese Astresses. Si va di nuovo ai supplementari, senza reti, poi altri due da dieci minuti, nulla. Si continua a oltranza: è un anticipo del Golden Goal che vedremo cinquanta anni dopo. Infatti, quando Julinho di testa segna il 2-1, Bertolio fischia la fine e il Benfìca dopo una doppia finale di 266 minuti complessivi conquista la seconda Coppa Latina.

I risultati

Semifinali

Bordeaux-Atletico Madrid 4-2
Benfica-Lazio 3-0


Incontro per il terzo posto

Atletico Madrid-Lazio 2-1


Finale

Benfica-Bordeaux 3-3
Benfica-Bordeaux 2-1 (ripetizione)


BENFICA CAMPIONE (1° TITOLO)

COPPA LATINA 1951 - MILAN


Il racconto
Grazie alla regola dell'alternanza, dopo la prima edizione in Spagna e la seconda in Portogallo, la Coppa Latina del 1951 si disputa in Italia, a Milano e Torino. Stavolta non c'è la Coppa del Mondo di mezzo, ma da Oltreoceano arrivano le sirene di quella che viene chiamata Copa Rio, anche se il nome ufficiale è Torneo Internazionale dei Club Campioni. Vi partecipa il Nizza, campione di Francia, lasciando il campo per la Coppa Latina al Lille, mentre il Milan invitato in Brasile, preferisce la competizione casalinga e manda in Sudamerica la Juventus. Completano il quadro l'Atletico Madrid, di nuovo vincitore della Primera Division e lo Sporting Lisbona, che decide di disputare entrambe le competizioni.

A San Siro è subito festa svedese: il Gre-No-Li rossonero incontra il compagno di Nazionale Henry Carlsson, capitano dell'Atletico e campione Olimpico del 1948. Lampi di classe illuminano uno stadio milanese con soli 10.000 spettatori, nonostante il Milan festeggi uno scudetto che mancava dal 1907, 44 anni prima. Il protagonista è quello più inatteso, l'ala Mario Renosto da Venezia, soprannominato "Toceto". È lui a involarsi dopo 18' minuti, battendo Domingo in uscita. Pochi minuti dopo stessa scena, ma stavolta il veneziano ha davanti a sé Aparicio, allora decide di servire un assist al bacio per l'accorrente Nordahl ed è 2-0. Il Milan indossa un'inusuale camicia azzurra, con colletto e bottoni, le immagini della formazione con questa casacca sono passate alla storia. Renosto, che non giocherà l'eventuale finale, essendo stato prestato al Torino "Simbolo" per l’amichevole del 29 giugno sul campo del River Piate, a Buenos Aires, decide di sparare tutte le cartucce in questo incontro, e nella ripresa va a segno altre due volte. Per i Colchoneros arriva la solitaria rete di Carlsson del 3-1, prima dell'ultima rete di Renosto: il Milan è in finale.

Teatro dell'altra semifinale è invece il Filadelfia di Torino, con il Lille che raggiunge il capoluogo piemontese con qualche giorno di anticipo, mentre lo Sporting, che non trova posti sul volo da Lisbona, giunge un solo giorno prima del match, in tempo per andare a visitare la Basilica di Superga e portare dei fiori sul luogo del disastro del Grande Torino. Alle squadre non basta una partita da 130' per stabilire chi raggiungerà il Milan in finale, ma son costrette a disputare il replay, esattamente 24 ore dopo e più che Lille-Sporting sembra essere di fronte a un match tra André Strappe e Manuel Vasques. Il francese realizza cinque dei sei gol dei suoi, Vasques tre su quattro, in una gara altalenante che termina 6-4 dopo i supplementari, 4-4 al termine del regolamentari. E dire che il Lille al termine della prima contesa avrebbe voluto regolare i conti al sorteggio, anziché ripetere il match. La "maratona" tra le due squadre in effetti ha anche il risultato di avvantaggiare le loro due prossime avversarie.

Entrambe le finali si giocano a San Siro, prima quella di consolazione. Alle ore 16 non si muore di caldo come temuto: c'è il temporale e grandina, il pubblico è poco. Segna ancora Vasques, poi arriva il pareggio di Carlsson, volti noti finora. Come prevedibile, i portoghesi crollano nel finale, subiscono due gol e tengono il fanalino di coda della competizione. L'Atletico giunge invece terzo, nonostante l'assenza di Ben Barek e la mancanza di ritmo, come dice Herrera, poiché l'Atletico ha terminato il campionato da oltre un mese. Due ore dopo, la finalissima non ha davvero storia: senza Renosto, è il ben più famoso Nordahl stavolta a realizzare una tripletta. Segnano anche Burini e Annovazzi, finisce 5-0 senza attenuanti, dopo lo scudetto, al Milan arriva anche il trofeo internazionale che suscita sentimenti contrastanti. Da un lato, ci si cerca di convincere della superiorità del calcio italiano rispetto a quello dei rivali, sulla base del fatto che nelle prime due edizioni Torino e Lazio non potevano essere il meglio del movimento, dall'altro si mette in dubbio la competizione stessa, per via dello scarso pubblico, dello scarso interesse e del periodo infelice. Ma la Coppa Latina non si ferma e tornerà l'anno successivo.

I risultati

Semifinali

Milan-Atletico Madrid 4-1
Lilla-Sporting CP 1-1
Lilla-Sporting CP 6-4 d.t.s. (ripetizione)


Incontro per il terzo posto

Atletico Madrid-Sporting CP 3-1


Finale

Milan-Lilla 5-0


MILAN CAMPIONE (1° TITOLO)

COPPA LATINA 1952 - BARCELLONA


Il racconto
Le prime tre edizioni della Coppa Latina hanno visto prevalere la squadra del paese organizzatore, Benfica e Milan hanno addirittura vinto nella propria città. Nel 1952 si gioca al Parco dei Principi di Parigi e il Nizza dell'argentino Luis Carniglia spera di continuare la tradizione. Come nella prima edizione del 1949, tutte le partecipanti hanno vinto il proprio campionato, ma allora c'era il Torino purtroppo scomparso a Superga, dunque questa sembra essere l'edizione più competitiva, quella del rilancio.

Per l'Italia c'è l'esordio della Juventus allenata dalla leggenda ungherese Gyorgy Sarosi e capitanata da Giampiero Boniperti. Dopo il grande digiuno dal 1935 al 1950, i bianconeri hanno vinto il loro secondo titolo in tre anni, con i danesi John Hansen e Cari Aage Praest. La vittoria dello scudetto è stata piuttosto agevole, con 7 punti di vantaggio sui campioni in carica del Milan, ma in Coppa Latina arriva subito l'avversario più difficile, Il Barcellona dell'asso Ladislav Kubala: la classe e la velocità del Barca contro la concretezza e il gioco "maschio" juventino. I catalani hanno vinto il campionato con soli 3 punti sul Bilbao, ma sono comunque la squadra da battere. Si mette subito male per i bianconeri, lancio di Kubala e rete In scivolata di Manchon. Siamo solo al 3', passano altri venti minuti e raddoppia Basora con una bomba da fuori. Si va al riposo sul 2-1 per la rete di Boniperti, servito da Karl Hansen. L'inizio della ripresa vede però i Blaugrana portarsi presto sul 4-1 ancora con Basora e con un rigore di Kubala. Anche la Juve ottiene un tiro dal dischetto, ma John Hansen se lo fa parare da Ramallets. Boniperti segna il gol del definitivo 4-2 un paio di minuti dopo.

Il giorno prima c'era stata l'altra semifinale, protagoniste ancora lo Sporting con una francese, stavolta il Nizza che non ha snobbato i latini a favore dei brasiliani. La partita si mette molto bene per i rossoneri, 3-0 all'intervallo con reti di Carré, Carniglia e Courteaux. I portoghesi si svegliano e in due minuti si rifanno sotto con Verissimo e Albano, tocca a colui che aveva aperto I giochi, Carré, chiuderli per il 4-2 definitivo: la finale è quindi Barcellona-Nizza.

Sporting e Nizza con un giorno in più di riposo, oppure Juventus e Barcellona che sono sembrate superiori, al punto che la loro partita è stata considerata la vera finale? Coi portoghesi, la Juve si ritrova quasi senza volerlo sul 3-0, due delle reti sono un marchiano errore del portiere Gomes, dall'altra parte lo Sporting ha una notevole quantità di occasioni ma non riesce a concretizzarne alcuna. I portoghesi si rifanno sotto nella ripresa, ma Martins batte Viola due sole volte, non basta quindi per strappare il terzo posto alla Juve.

Il giorno successivo, sempre al Parco dei Principi, il Barcellona diventa la prima squadra a bissare il successo In Coppa Latina. È una grande fatica, il Nizza si chiude bene e la partita, iniziata alle 19, si svolge sotto una cappa di calore. Manca un quarto d'ora dalla fine, quando Kubala batte una punizione che Cesar trasforma in rete di testa. Il caldo e il nervosismo regalano una partita piuttosto brutta, ma alla fine I catalani alzano il trofeo nella stagione delle cinque coppe (Liga, Coppa di Spagna, Coppa Èva Duarte, Coppa Latina e Martini-Rossi). Per la prima volta, dunque, non vince la squadra del Paese ospitante, ma i francesi sapranno rifarsi l'anno successivo. Curiosità: al termine dell'edizione 1952 si assegna anche la prima Coppa Latina per Nazioni, per ognuna delle quattro edizioni si assegnano 4 punti alla nazione della squadra vincente, 3 alla seconda e così via. Vince la Spagna con 12, seguita dalla Francia con 10, Italia e Portogallo chiudono con 9.

I risultati

Semifinali

Nizza-Sporting CP 4-2
Barcellona-Juventus 4-2


Incontro per il terzo posto

Juventus-Sporting CP 3-2


Finale

Barcellona-Nizza 1-0


BARCELLONA CAMPIONE (2° TITOLO)

COPPA LATINA 1953 - STADE REIMS


Il racconto
Abbiamo lasciato il Barcellona trionfante nella Coppa Latina 1952: i catalani allenati da Ferdinand Daucik rivincono la Liga nella stagione 52/53, ma rinunciano alla competizione internazionale. La motivazione ufficiale è che si devono dedicare alla ”Copa del Generalísimo", ma pare che il forfait sia anche motivato dal diniego di difendere il torneo in casa propria. In effetti, toccherebbe alla Spagna, ma gli organizzatori decidono per il Portogallo, in particolare al Das Antas di Porto e al Nacional di Lisbona. Non solo il Barcellona, anche l'Inter di Foni, tornata allo scudetto dopo quattordici anni di digiuno, rinuncia alla partecipazione, seguita a ruota dalla Juventus seconda, e aprendo la strada al Milan terzo e finora unica squadra italiana ad avere alzato la coppa. L'Inizio sotto tutti I buoni auspici della Coppa Latina non sta quindi mantenendo le promesse e le continue rinunce a favore di tournée oltreoceano o di tornei alternativi ha indebolito il prestigio della competizione.

Per la Spagna c’è il Valencia giunto secondo, che affronta in quel di Oporto i campioni francesi del Reims, allenato da Batteaux (futuro CT francese). La competizione consacra al pubblico internazionale Raymond Kopa, all'anagrafe Kopaszewski, origini polacche (il nonno emigrò nel 1919). È suo il gol con cui il Reims ha la meglio sui valenciani, con il risultato finale di 2-1 e la sensazione che la vincente della coppa uscirà dall'altra semifinale, quella di Lisbona. Allo stadio Nazionale l'equilibrio regna sovrano fin quasi al fischio finale dei supplementari: dopo essere andato sotto nel primo tempo con Vasques e avere messo la testa avanti con una doppietta di Nordahl, il Milan viene raggiunto da Martins, che pareggia poi anche il gol di Liedholm siglato nel primo supplementare. E decisiva la rete di un giovane, il ventunenne Amleto Frignani per risolvere definitivamente il match dopo 130 minuti, al termine dell'ulteriore supplementare, visto che dopo 120' si era ancora sul 3-3.

Mentre il Valencia perde anche la finalina con i portoghesi, allo stadio Nazionale il 7 giugno i campioni di Francia affrontano i terzi in Italia. Non è però la differenza di piazzamento a definire il favorito, anzi il prestigio del Milan fa sì che i rossoneri si facciano preferire nei pronostici. La difesa del Reims è protagonista di una grande prova, ferma il trio svedese, ma il vero protagonista è uno solo: Raymond Kopa. Suo il primo gol alla mezzora, dopo una discesa di Meano, Kopa segna da distanza ravvicinata con un tiro che risulta imparabile per Lorenzo Buffon. È di Kopa anche il gol della sicurezza al 74' che sorprende Buffon con una botta dal limite. Nel mezzo, il gol del raddoppio francese a firma di Meano, su assist di Templin, mentre nel finale a risultato acquisito, Glovacki si fa parare un tiro dagli undici metri da Buffon. Per il Milan uno smacco, con la speranza di riprovarci negli anni successivi, mentre il Reims porta finalmente la Coppa in Francia, con un anno di ritardo rispetto al "ruolino di marcia" dei primi tre anni.

I risultati

Semifinali

Stade Reims-Valencia 2-1
Milan-Sporting CP 4-3 d.t.s.


Incontro per il terzo posto

Sporting Lisbona-Valencia 4-1


Finale

Stade Reims-Milan 3-0


STADE REIMS CAMPIONE (1° TITOLO)

COPPA LATINA 1955 - REAL MADRID


Il racconto
La Coppa Latina fa segnare uno stop preventivato nel 1954, per la concomitanza con i Mondiali in Svizzera. Il campionato italiano viene vinto dall'Inter, che ha già rinunciato l'anno prima e che quindi passa alla storia come la squadra che, pur avendo vinto due campionati nell'era della Coppa Latina, non vi parteciperà mai. L'anno successivo lo scudetto va ai cugini del Milan, che devono lottare per la vittoria con i campioni in carica del Reims, il Real Madrid e il Belenenses, che ha sostituito i campioni portoghesi del Benfica, rinunciatari. L'edizione prende anche significato particolare poiché è l'ultima disputata prima dell'inizio della Coppa dei Campioni, che partirà con l'inizio della nuova stagione e che vedrà al via tre delle quattro contendenti in Coppa Latina.

Si gioca a Parigi, per la seconda volta nelle ultime tre edizioni e il Milan ha la possibilità di vendicarsi dello Stade Reims che l'aveva surclassato nella precedente finale. La partita è una vera e propria maratona, che si risolve al quarto tempo supplementare, al 138' con quella sorta di Golden-goal che abbiamo già incontrato nelle precedenti edizioni. La gara vede subito partire forte i rossoneri, che trovano il gol del vantaggio con Sorensen, ma si vedono raggiungere nei minuti di recupero del primo tempo, che ha visto un'interruzione di sette minuti per un problema all'impianto di illuminazione. La ripresa è equilibrata, entrambe le squadre sono vicine al gol, ma si va ai supplementari. Al 10' del primo supplementare è Templin a rompere l'equilibrio con un diagonale che batte sul palo interno prima di entrare, ma Liedholm a 5' dalla fine agguanta il pari con un gran tiro dai 25 metri. Poi la beffa, con il tiro di Bergamaschi che alla fine del terzo supplementare trova l'incrocio dei pali, e il gol di Glovacki, l'autore dell'1-1, che trova il Golden-goal con un tiro dentro l'area, a fil di palo. Francesi in festa, rossoneri a testa alta, ma sconfitti.

L'altra finalista era già stata decisa 24 ore prima, con il Reai Madrid che regola la squadra di Belem con una rete per tempo. La prima arriva al quarto d'ora per merito del mediano Zarraga, che si trova sui piedi una respinta corta del portiere Pereira. Il 2-0 è di Perez Paya, lanciato dallo stesso Zarraga con un lungo passaggio. Da quel momento il Real domina e più volte arriva vicino al terzo gol, ma il 2-0 è più che sufficiente per andare alla finale, prevista sempre a Parigi. Prima però il Belenenses affronta il Milan per il terzo posto e anche stavolta potrebbero pesare le 24 ore di differenza e i 48' in più giocati dal Milan. Tuttavia, il divario tra le due squadre è troppo perché il Belenenses possa impensierire i rossoneri. Al 16' Nordahl serve Ricagni che segna con un perfetto diagonale. Il Milan tiene i ritmi lenti e nella ripresa il copione non cambia ed è sempre l'argentino a raddoppiare su assist di Nordahl. Il Belenenses accorcia con il suo miglior uomo, Matateu, ma Nordahl da 25 metri ripristina il doppio vantaggio e il "bronzo" va ai campioni d'Italia.

Quando scendono in campo al Parco dei Principi per la finale, i giocatori di Real e Reims non sanno che si incontreranno undici mesi dopo nello stesso stadio per un trofeo ben più importante. La classe dei campioni di Spagna fa la differenza, in più i bianchi sono più rapidi nelle loro giocate. Il Reims, sostenuto dal pubblico di casa, resiste sette minuti finché Hector Rial, dopo un batti e ribatti, non porta in vantaggio i suoi. Hector Rial realizza la sua doppietta nella ripresa, il Madrid iscrive per la prima volta il proprio nome nell'albo d'oro, la Spagna ha ora tre coppe contro una ciascuna delle altre tre Nazioni.
La competizione prosegue, ma un ingombrante fantasma ora incombe: la Coppa dei Campioni.

I risultati

Semifinali

Real Madrid-Belenenses 2-0
Stade Reims-Milan 3-2 d.t.s.


Incontro per il terzo posto

Milan-Belenenses 3-1


Finale

Real Madrid-Stade Reims 2-0


REAL MADRID CAMPIONE (1° TITOLO)

COPPA LATINA 1956 - MILAN


Il racconto
Maggio 1956, Real Madrid e Stade Reims si affrontano nella prima finale di Coppa Campioni, per una riedizione della finale della Coppa Latina dell'anno prima. Anche lo stadio è lo stesso, il Parco dei Principi di Parigi e l'esito è uguale, col Real che si aggiudica il trofeo. Un mese dopo è ancora la volta della competizione che ormai possiamo definire minore. La Coppa Latina non ammette difesa del titolo per I detentori, a meno che non abbiano vinto il Campionato Nazionale e il Real in quella stagione ha ceduto lo scettro di Spagna all'Atletico Bilbao. I baschi hanno ottenuto il loro sesto titolo con un solo punto di vantaggio sul Barcellona, il Real è finito terzo, con un gran distacco e quindi niente Latina per i bianchi, così come per il Reims che è arrivato addirittura decimo in patria, nel campionato conquistato dal Nizza.

Rinunciano i campioni d'Italia della Fiorentina che preferiscono prendere parte a una tournée sudamericana, partecipa allora il Milan che ospita anche la competizione, stavolta all'Arena Civica. Rinunciano anche i campioni lusitani del Porto, al loro posto il solito Benfica giunto secondo in campionato solo per la peggiore differenza reti. Sono proprio le aquile gli avversari dei milanisti in semifinale, con la squadra di casa che inaugura il torneo, anche per avere un giorno In più di riposo in caso di qualificazione in finale. In casa Milan ci sono molte assenze, Puricelli deve schierare due giovani promesse, Gigi Radice e Osvaldo Bagnoli, reperiti dalla squadra che ha vinto il Campionato Ragazzi. Il Benfica va subito sotto, col gol dell'ex fiorentino Amos Mariani, poi raddoppia Pepe Schiaffino e il primo tempo si chiude sul 2-0. Nella ripresa è un botta e risposta con il Benfica che due volte accorcia e altrettante viene nuovamente staccato. Il gol del 4-2 finale è di Osvaldo Bagnoli, milanese della Bovisa, classe 1935.

La seconda semifinale è tra il Bilbao del cecoslovacco Daucik e il Nizza guidato da Luis Carniglia, stavolta come tecnico. La spuntano i baschi col classico punteggio di 2-0, la pratica è risolta da Marcaida e Arieta in soli 32'. Il Nizza perde anche la finalina col Benfica, rinviata inizialmente per campo impraticabile e risolta al 132' da Aguas mentre all'Arena, il 3 luglio 1956, lo stadio è stracolmo, sugli spalti ci sono 27.000 spettatori.

Del trio svedese è rimasto il solo Liedholm e la stella della squadra è l'italo-uruguagio Juan Alberto Schiaffino, che ha siglato una doppietta in semifinale. Dopo un inizio equilibrato, in cui anche Lorenzo Buffon è stato impegnato dai baschi, il Milan passa: siamo al 21', Mariani batte un corner, Schiaffino fa da torre di testa e irrompe Bagnoli che infila la porta dell'Atletico. Il pari arriva in mischia, a inizio ripresa, con José Luis Artetxe, che sfrutta una punizione di Gainza, dopo che già al 33' del primo tempo aveva colpito il palo. Il Milan reagisce, ma fatica a trovare la rete della vittoria finale, lo spettro dei tanti supplementari disputati nel torneo incombe sull'Arena. A dieci minuti dalla fine, Del Monte segna con un forte rasoterra da poco dentro l'area, prima di mancare una facile occasione per chiudere la partita. Cosa che comunque accade a due minuti dalla fine, quando Schiaffino batte per la terza volta Carmelo Cedrun. La coppa arriva in Italia per la seconda volta e come nella precedente occasione il merito è del Milan.

I risultati

Semifinali

Milan-Benfica 4-2
Athletic Bilbao-Nizza 2-0


Incontro per il terzo posto

Benfica-Nizza 2-1


Finale

Milan-Athletic Bilbao 3-1


MILAN CAMPIONE (2° TITOLO)

COPPA LATINA 1957 - REAL MADRID


Il racconto
L'edizione 1957 vede di fronte le quattro squadre vincitrici dei rispettivi tornei nazionali. Oltre al "classici" Milan, Real Madrid e Benfica, si affaccia per la prima volta sul proscenio internazionale il Saint-Étienne, che ha conquistato II primo titolo francese (oggi, con 10, è la squadra più titolata in Francia). Lo scenario è l'Estadio Chamartin di Madrid, casa dei Blancos di Santiago Bernabeu, al quale lo stadio era stato intitolato (ancora in vita) nel 1955 e la semifinale vede di fronte le due squadre più blasonate, Real e Milan, davanti a 80.000 spettatori. I rossoneri hanno delle assenze importanti, Il tecnico Vlani schiera Soldan in porta e il giovane Meanti al posto di Mariani, schiera Ricagni ormai passato al Torino e riesce a mantenere l'equilibrio per un tempo, quando Cucchiaroni pareggia il gol di Gento. La partita termina 5-1, risultato pesantissimo per i rossoneri che matura in modo strano, poiché i quattro gol della ripresa sono concentrati nel tempo, il 2-1 e il 3-1 tra il 47' e il 50', e gli altri due tra l'83' e l'85'. Il Real così ha la possibilità di un terzo successo stagionale dopo la Primera Division e la Coppa Campioni. Nell'altra semifinale il Benfica batte di misura il Saint-Étienne con un gol rocambolesco del terzino Calado, che sferra un gran tiro dai 25 metri che il portiere francese Abbes manda sotto la traversa cercando di respingere. Dopo il vantaggio portoghese, ai campioni di Francia non viene assegnato un netto rigore per fallo su Lefevre, e Mekhloufi sbaglia un gol già fatto.

Il Milan affronta il Saint-Étienne per il terzo posto e la partita, poco più che un'amichevole, è bella e altalenante. I francesi cambiano alcuni elementi, si ringiovaniscono e sono più pericolosi rispetto alla semifinale. Subito il gol da Wicart, complice un liscio di Liedholm, il Milan vede brillare la stella di Ricagni, che prima pareggia e poi offre gli assist a Mariani e Bredesen che portano I rossoneri sul 3-1 al 70'. Non è finita per niente, però, perché Mekhloufi accorcia. Mariani sbaglia il facile gol del 4-2 e il Milan viene punito col pareggio del camerunense N'jo Léa. Solo il punto ottenuto da Liedholm al minuto 88 evita I supplementari e regala il terzo posto ai rossoneri.

Nella finalissima, sempre al Chamartin, Otto Gloria Inserisce Fernando Caiado al posto di Salvador nel ruolo di mezzala e il suo Benfica sembra dare filo da torcere ai padroni di casa, impegnati in un forcing tanto continuo quanto sterile. Per vedere un gol bisogna attendere il 50', con il solito Alfredo Di Stefano che sferra un potentissimo diagonale rasoterra, servito da Rial. Costa Pereira è battuto, la partita non trova ulteriori segnature e per il Reai Madrid si tratta del secondo titolo dopo quello del 1955, raggiunte In vetta il Barcellona e il Milan. Un altro quadriennio è trascorso ed è il momento di assegnare il secondo trofeo per nazioni. Ancora una volta se lo aggiudicano gli spagnoli, con 12 punti rispetto agli 11 dell'Italia, ai 9 della Francia e gli 8 del Portogallo.

Nel 1958 ci sono i mondiali svedesi e la Coppa Latina non si disputa, così come era avvenuto 4 anni prima e a seguito del crescente successo della Coppa dei Campioni, l'anno successivo non viene riproposta più. Resterà agli annali come il primo tentativo nel dopoguerra di mettere a confronto squadre di diverse Nazioni, tutte provenienti da movimenti calcistici di prim'ordine. La prova del livello della Coppa Latina è data dal fatto che le prime undici Coppe dei Campioni saranno vinte esclusivamente da squadre di Spagna, Portogallo e Italia (la Francia porterà due volte il Reims in finale), con due sole finaliste "esterne", l'EIntracht Francoforte nel 1960 e il Partizan Belgrado nel 1966. Ecco perché Barcellona, Milan, Reai Madrid, Benfica e Stade Reims possono andare orgogliose di avere questa competizione nel loro palmarès.

I risultati

Semifinali

Benfica-Saint-Étienne 1-0
Real Madrid-Milan 5-1


Incontro per il terzo posto

Milan-Saint-Étienne 4-3


Finale

Real Madrid-Benfica 1-0


REAL MADRID CAMPIONE (2° TITOLO)



Foto Story

La Coppa LatinaLa squadra del Barcellona 1949.La squadra del Benfica 1950.Una fase della finale del 1951 tra Milan e Lilla.Barcellona vincitrice della Coppa Latina nel 1952.La squadra dello Stade Reims 1953.Real Madrid, campione della Coppa Latina 1955.Rizzoli, presidente del Milan, con il trofeo conquistato dai rossoneri nel 1956.Real Madrid vincitrice dell'ultima edizione della Coppa Latina nel 1957.


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