Juventus vince la Supercoppa Italiana 2018




Gattuso deve, rinunciare a Higuain dal primo minuto e lancia al suo posto Cutrone, eroe nell’ultima partita di coppa, confermando anche Paquetá dal primo minuto. Allegri, invece, deve fare a meno di Mandzukic e sceglie Douglas Costa al suo posto. Il brasiliano diventa subito protagonista perché, dopo meno di quattro minuti, spaventa Donnarumma con un mancino a giro che sfiora il palo. Il Milan inizia in modo coraggioso, ma il pericolo creato dall’ex Bayern li fa indietreggiare di un paio di metri a favore di un maggiore equilibrio. Questo impedisce loro di rendersi pericolosi dalle parti di Szczesny, mentre la Juve resta insidiosa in particolare sul lato destro: Cancelo penetra in area e incrocia col destro, ma anche in questo caso la sfera si spegne di un soffio a lato. I bianconeri insistono e provano a schiacciare gli avversari, ma né Ronaldo né Dybala sembrano essere in serata giusta. A un passo dal duplice fischio dell’arbitro Banti proprio il portoghese va vicino al vantaggio. È ancora Douglas Costa a illuminare per i compagni. Il suo cross dalla sinistra viene raccolto da CR7, bravo a staccarsi da Rodriguez e a colpire in semi rovesciata. Il rimbalzo lascia impassibile Donnarumma che guarda il pallone scorrere, per sua fortuna, di pochissimo a lato. Il Milan prova a risvegliarsi nel recupero di primo tempo, ma il rasoterra di Calhanoglu viene neutralizzato in due tempi dal portiere polacco.

Il vero segnale i rossoneri lo danno a inizio ripresa, quando Cutrone, con uno splendido mancino in girata di prima intenzione, colpisce una clamorosa traversa. L’occasione scuote la squadra di Gattuso e, soprattutto, l’attaccante numero 63 che, da quel momento, si carica i compagni sulle spalle. Nessuno di loro riesce a servirlo a dovere, mentre al contrario illuminante è l’assist di Pjanic al 61’. La sua pennellata finisce sulla testa di Cristiano Ronaldo che, in posizione regolare, batte di testa un non perfetto Donnarumma. Gattuso si gioca a venti minuti dal termine la carta Higuain, inserendo anche Borini e passando al 4-4-2. Il nuovo schieramento, però, dura pochi minuti. Al 74’, infatti, Kessié interviene con il piede a martello sul neo entrato Can. L’arbitro estrae il giallo ma, su revisione del VAR, cambia idea e opta per l’espulsione. In 10 il Milan, fatta eccezione per un pericoloso rasoterra con tanto di contatto in area tra il tedesco e Conti che scalda la panchina rossonera, non trova più la forza di mettere in dubbio la vittoria della Juve che, dopo cinque di recupero e un paio di contropiedi sbagliati, urla la sua gioia al cielo di Gedda per il primo trofeo stagionale.



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