Champions League 1962-63 - Milan


Il Racconto


La seconda vittoria del Benfica ha portato i tifosi in delirio, ma si sono creati dissidi insanabili tra la società e Bela Guttmann, allenatore ungherese dei lusitani. Le due parti non si accordano per il rinnovo e il club decide di sostituire il tecnico; Guttmann lascia con parole di fuoco: "Il Benfica non sarà mai più campione d'Europa per i prossimi cento anni." Le aquile ingaggiano il cileno Fernando Riera, appena arrivato terzo al Mondiale '62 con la Nazionale del suo Paese. "El Tata", come è soprannominato, è stato il primo cileno a giocare in Europa, al Reims e al Rouen in Francia. Non è nuovo del Portogallo: ha già guidato la terza squadra della capitale, il Belenenses, ottenendo un secondo posto all'esordio per differenza reti peggiore rispetto al Benfica e due terzi posti nelle stagioni successive.

In Europa i detentori sono esentati dal primo turno, anche il Reims lo salta, le restanti 28 si affrontano con sorteggio libero. Per l'Italia c'è il Milan, che ha vinto rinnovando, senza Liedholm e Schiaffino, ma con i giovani Trapattoni, Radice e soprattutto Gianni Rivera, il "golden-boy". Poi ci sono Dino Sani e Altafini, che ha già giocato la coppa nel 59-60 segnando due gol. Sei in meno di quanti ne realizza all'Union Luxembourg, nel doppio confronto che vede i rossoneri rifilare 14 reti ai malcapitati avversari del Granducato. Stessi gol segnati anche dall'Ipswich Town, che si affaccia alla competizione dopo avere vinto da neopromossa un campionato in cui una grande di oggi, il Chelsea, è retrocessa e che addirittura vedeva il Liverpool in Seconda Divisione. L'Ipswich, allenato da un "certo" Alf Ramsey, futuro allenatore dell'Inghilterra Mondiale, dopo il 4-1 dell'andata rifila al Floriana Malta un umiliante 10-0 a Portman Road. Curioso invece l'andamento di Dundee FC-Colonia. All'andata l'infortunio del portiere tedesco in uno scontro con l'attaccante Cousin condiziona il match. Ewert resta in campo fino all'intervallo incassando cinque gol, poi esce e finisce 8-1. Anche al ritorno si fa male il portiere ospite: Bert Slater prende un calcione in testa al 27' e in porta ci va Penman. Il Colonia arriva sul 4-0, poi, anche per il rientro di Slater fra i pali, sbaglia un rigore e la rimonta svanisce.

La vera e propria sorpresa del primo turno è l'eliminazione del Reai Madrid ad opera dell'Anderlecht. Nell'andata al Bernabeu, Puskas viene francobollato dal suo marcatore, Laurent Verbiest, che troverà la morte nel 1966 in un incidente stradale all'apice della carriera. A Puskas, che al termine della partita dice a tutti di avere mal di stomaco, risponde: «Lo avrai ancora tra due settimane!». Infatti, i belgi all'Heysel effettuano sistematicamente la trappola del fuorigioco e a cinque minuti dal fischio finale, un diagonale sinistro di Jurion termina la sua corsa alla sinistra di Vicente. Il "giant killing", come lo chiamano gli inglesi, è consumato.

Il secondo turno vede di fronte le due squadre che hanno "goleato" nel primo, Milan e Ipswich. L'andata a San Siro si gioca in una serata piovosa e umida, con poco pubblico. La squadra guidata dal Paròn Nereo Rocco al quarto d'ora è già avanti di due reti. Si fa male Altafini, con una botta alla coscia, anche Radice ha un problema alla caviglia, Dino Sani segna il 3-0 dopo la doppietta di Barison e la qualificazione è assicurata. Al ritorno il Milan dopo un'ora di gioco trova il gol di Barison e il tardivo risveglio degli inglesi, con Crawford e Blackwood, serve solo a farli uscire dalla Coppa a testa alta. A salvare il calcio britannico ci pensa il Dundee FC: dopo lo 0-1 di Lisbona, il 4-1 rifilato ai campioni portoghesi dello Sporting manda i Dees ai quarti. Passa anche il Feyenoord contro il Vasas, ma serve lo spareggio, che si gioca ad Anversa con un esodo di massa da Rotterdam, ben 30.000 tifosi. La leggenda narra che si fosse creata un'unica coda di automobili dalla frontiera belga allo stadio. La partita finisce 1-0, con gol di Bennaars.

Esordisce il Benfica contro gli svedesi del Norrkòping, con un pareggio a Idrottsparken, 1-1 con Eusebio che risponde a Bjòrklund. Tutto facile al ritorno, con un rotondo 5-1 in cui ancora Eusebio sigla una tripletta. L'Anderlecht, dopo il Real, supera il CDNA Sofia con fatica; il Galatasaray ha la meglio del Polonia Bytom e il Reims dell'Austria Vienna. Nel turno seguente sono i campioni turchi gli avversari del Milan, andata a Istanbul. I padroni di casa passano subito, ma i rossoneri, ormai fuori dalla lotta in campionato e concentrati sulla Coppa Campioni, pareggiano su rigore. Il tempo si chiude sul 2-1 per il Milan e poi Altafini, rientrato in forma dopo un periodo di appannamento, realizza il terzo gol. Tutto facile al ritorno, con un sonante 5-0. Il Dundee fa fuori senza fatica l'Anderlecht, più equilibrate le sfide tra Benfica e Dukla Praga e tra Feyenoord e Reims (2-1 complessivo in entrambe).

Siamo così a due semifinali inedite. Il Feyenoord pareggia 0-0 a Rotterdam coi campioni in carica. Al ritorno, due navi cariche di tifosi olandesi (la Groote Beer e la Waterman) raggiungono il Portogallo, ma dovranno tornare con un 3-1 sul groppone firmato Eusebio, José Augusto e Santana. Molto più semplici le cose per il Milan, che chiude i conti all'andata ancora con una cinquina, stavolta al Dundee. Gli scozzesi, che hanno impressionato nei turni precedenti, resistono solo un tempo, in cui Cousin risponde a Sani. Segna Barison a inizio ripresa e poi il Milan dilaga, fino al 5-1 finale. Inutile la vittoria di misura del Dundee fra le mura amiche: il Milan è in finale per la seconda volta, ancora contro i campioni in carica del torneo.

Lo scenario da favola, Wembley, per la prima volta ospita uno scontro tra due squadre non inglesi ed è anche la prima finale di Coppa Campioni senza spagnole. Nel Milan, il solo Cesare Maldini era in campo nel 1958 contro il Reai Madrid, a Bruxelles. Si gioca di pomeriggio, il Milan controlla il gioco con un Rivera ispiratissimo, ma alla prima occasione il Benfica punisce con la "pantera nera", che sfrutta un passaggio di Trapattoni intercettato da Torres e batte Ghezzi. Arrivato quasi all'ora di gioco suN'1-0, il Benfica comincia ad assaporare il suo terzo successo di fila. Per fortuna del Milan, sale in cattedra il duo Rivera-Altafini, il primo assiste, il secondo finalizza. L'asse si attiva al 58', con "Mazzola" che segna al centro di un'area affollata il gol del pari e parte sul filo del fuorigioco per il gol del vantaggio. È bravo e fortunato, Altafini, a ribattere a rete il pallone respinto da Costa Pereira. Finisce 2-1 e finalmente arriva la prima, storica, vittoria italiana: Cesare Maldini alza la coppa in tribuna e i portoghesi, travolti dalla delusione si dimenticano di ritirare la medaglia. È l'anno di Altafini, top scorer con 14 gol, record battuto da Cristiano Ronaldo nella stagione 2013/14. Ed è l'inizio del triennio milanese, nonché la prima conferma che, forse, Bela Guttmann ci aveva azzeccato...



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Maldini alza la coppa campioni


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