Champions League 1961-62 - Benfica


Il Racconto


La Coppa dei Campioni è uscita dalle mani del Reai Madrid, grazie al Benfica, vincitore sul Barcellona nella rocambolesca finale di Berna. In quel 1960/61 ha debuttato in campionato un giovane mozambicano che il Benfica ha "rubato" ai cugini dello Sporting, che ritenevano di avere il diritto a tesserarlo in quanto Eusebio da Silva Ferreira è cresciuto nella filiale mozambicana dello Sporting, a Lourengo Marques (oggi Maputo). Corre i 100 metri in 11", è dotato di un potente tiro ed è arrivato in Portogallo sotto falso nome, per paura di un "contro-rapimento" da parte dello Sporting. Nella nuova stagione, Eusebio è punto fermo della squadra anche nella campagna Europea.

La Spagna è rappresentata dal Reai Madrid che ha conquistato il campionato con un vantaggio di ben 12 punti dalla seconda, mentre la Juve è al terzo scudetto in quattro anni, ma vanta un record europeo davvero sconcertante nelle due precedenti occasioni, in cui è stata estromessa da squadre di modesta caratura come Wiener Sportklub e CDNA Sofia. Tra le favorite c'è anche il Tottenham, prima squadra a fare il double Campionato-FA Cup nel ventesimo secolo. I campioni d'Europa del Benfica hanno vinto il campionato portoghese e secondo le regole dei tempi si iscrive così anche lo Sporting, secondo con 4 punti di distacco (uscirà al primo turno).

Al via 29 squadre, di queste tre (Benfica, Haka Valkeakoski e Fenerbahge) ottengono il "bye" nel primo turno. Inoltre, lo scontro tra il Vorwärts Berlino e i nord-irlandesi del Linfield si esaurisce col 3-0 dei tedeschi est all'andata. I giocatori del Vorwärts non ottengono il visto d'ingresso nel Regno Unito, a causa degli inasprimenti successivi alla costruzione del Muro di Berlino e passano il turno senza giocare. La condizione dei tedeschi orientali è una costante, anche nelle altre Coppe, i berlinesi usciranno nel secondo turno quando i Rangers Glasgow accetteranno di giocare la loro partita casalinga in campo neutro, a Malmö. Questo incontro, peraltro, veniva dapprima sospeso per nebbia in notturna e poi rigiocato e concluso il pomeriggio del giorno successivo. Nel preliminare vi sono risultati roboanti, nell'aggregato: 11-2 del Feyenoord al Göteborg, 10-5 del Tottenham sul Gornik, con un 8-1 al ritorno, ma la grande paura per essere stato sotto 4-0 in Polonia, e i 15 gol del B1913 Odense allo Spora Luxembourg. La Juve, con l’ostico Panathinaikos, riesce finalmente a passare un turno. Ad Atene Bruno Mora segna il gol del vantaggio: curiosamente, l'arbitro non voleva farlo giocare poiché l'UEFA per una dimenticanza non gli aveva segnalato il nome del giocatore, ma i dirigenti greci sportivamente garantiscono per lui. Il pareggio è di Papaemmanouel e tutto è rinviato al ritorno di Torino. Il campionato, con Parola in panchina, è iniziato male e i bianconeri possono concentrarsi sulla Coppa Campioni. Al "Comunale" le danze sono guidate da Nicolé e da Rossano, non basta agli ospiti il rigore di Holevas nella ripresa. Con la Juventus passa anche il Real, che regola senza fatica gli ungheresi del Vasas. Vanno avanti pure Austria Vienna, Norimberga, Servette, Dukla Praga, Standard Liegi, Rangers e Partizan.

I campioni jugoslavi, avversari della Juve negli ottavi di finale, sono chiamati "Partizanove bebe", i baby del Partizan, in quanto tutti prodotti del vivaio. A Belgrado passa il solito Nicolé, poi Galic manda sulla traversa un rigore, segna Rosa, ma Vasovic nel finale accorcia prima che scoppi una rissa di cui si rende protagonista Galic. Anche il pubblico prova a entrare in campo, ma è fermato dalla polizia. Il ritorno inizia benissimo per gli juventini, che trovano il gol dopo pochi secondi grazie a un errore dei difensori avversari. Alla fine è un rotondo 5-0 per i torinesi, il cui portiere Anzolin resta quasi inoperoso. Chi di goleada ferisce, di goleada perisce e così il B1913 esce per mano del Real con un 12-0 complessivo. Il Benfica schianta l'Austria al ritorno, dopo un pari a Vienna (al "Da Luz" Eusebio segna il gol del 5-0, rivelandosi al pubblico europeo), il Tottenham, invece, espugna Rotterdam 3-1 e si limita pareggiare in casa. Ai quarti vanno anche Standard, Rangers, Dukla Praga e Norimberga rispettivamente su Haka, Vorwärts, Servette e Fenerbahge.

Le favorite ora sono Real, Juve, Benfica e Tottenham. La sensazione è che almeno due di loro possano essere accoppiate ai quarti, infatti tocca a bianconeri e Merengues. Parola si inventa John Charles mediano per frenare Di Stefano. Il vecchio fuoriclasse ispano-argentino risolve il match di Torino nella ripresa e la critica accusa il gioco all'italiana e l'eccessivo tatticismo della Juve. Non tutto però è deciso: al ritorno Sivori ("graziato" all'andata per una testata a Pachin non vista) pareggia i conti, l'esperimento su Charles stavolta riesce e la Juve diventa la prima squadra Europea a battere il Reai Madrid sul suo terreno: si va a Parigi per lo spareggio. Buffo particolare riscontrato al Bernabeu: al momento dell'entrata in campo tutti scoprono che sia i giocatori della Juventus che l'arbitro hanno una divisa nera. Di Stefano allora pretende che il collegio arbitrale cambi maglia e il francese Guigue arbitra il primo tempo con una maglia viola e lo stemma madridista sul petto, per poi cambiarsi all'intervallo. A Parigi la Juve trova subito lo svantaggio (Felo), pareggia prima dell'intervallo con Sivori, reclama un rigore per fallo su Charles, che resta acciaccato. I madridisti azzoppano anche Stacchini e trovano i gol di Del Sol e Tejada. La Juve avrebbe meritato di più, ma in semifinale va il Real. La stagione bianconera, con il dodicesimo posto in campionato passa dal possibile trionfo al fallimento, in una sola partita.

In semifinale c'è il Benfica, che a Norimberga non ha Eusebio e perde 3-1 nonostante il vantaggio del 17enne Simòes. Al ritorno è 6-0: Eusebio e José Augusto firmano una doppietta. Anche il Tottenham rischia all'andata col Dukla Praga, la squadra che costituirà l'ossatura della Cecoslovacchia seconda ai Mondiali cileni vince 1-0. Al ritorno, in una bufera di neve, i londinesi vincono 4-1 grazie alle doppiette d Smith e Mackay e proseguono. Ultima semifinalista, a sorpresa, lo Standard Liegi che ha la meglio sui Rangers, 4-1 in Belgio e 0-2 al ritorno dove manca l’ala Henderson, che non giunge in tempo ad Ibrox: il traffico è congestionato dai tifosi! Tocca al Reai in semifinale affrontare i belgi, la squadra più debole del lotto. Lo dimostra il 4-0 dell'andata, in cui va a segno anche il terzino Casado, al termine del match un felice Miguel Muñoz può anche dichiarare che i gol sarebbero potuti essere di più. A Liegi è una formalità per il Real, 2-0 e madrileni favoriti per la sesta coppa.

Guttman ospita il Tottenham nell'altra semifinale, ammettendo che gli inglesi sono più forti del Benfica e che deve vincere con almeno tre gol di scarto. Il Tottenham "europeo" è più difensivo del solito, ma non basta: Simòes e Augusto portano i lusitani sul 2-0 al 20', con una rete dell'inglese Greaves annullata nel mezzo. Bobby Smith riduce le distanze ma il 3-1 finale è ancora di José Augusto, con un altro annullamento, stavolta del guardalinee, di un gol di Smith. Il Tottenham deve attaccare al ritorno, prende subito gol da Aguas, non si arrende nonostante il 4-1 complessivo e trova i gol di Smith e Blanchflower. Mancano ancora parecchi minuti, ma gli Spurs si fermano a un solo gol dallo spareggio.

La finale è quella più attesa, gli indiscussi signori del calcio europeo contro i nuovi arrivati che vogliono mantenere la corona ottenuta un anno prima. Benfica e Real sono accolte dai 60.000 dell'Olimpico di Amsterdam, che vorrebbero vedere un grande spettacolo: saranno accontentati. L'avvio di gara è dominato da Di Stefano e Puskas, col primo che lancia il secondo solo davanti a Costa Pereira. L'ungherese non sbaglia e al 23' raddoppia con un tiro potente da fuori area. Aguas accorcia, ribattendo in rete una punizione finita sul palo. Cavém pareggia i conti, ma prima del riposo Puskas sigla la sua tripletta personale. Il Benfica è sotto soltanto di un gol all'intervallo, ma Guttman sa che deve cambiare qualcosa per rimontare. Nonostante i gol siano stati segnati da Puskas, il tecnico magiaro sa che deve bloccare alla fonte i pericoli e mette Cavem sulla Saeta Rubia. Dopo sei minuti, Coluna spara un forte diagonale da fuori area e la partita torna in parità, poi sale in cattedra Eusebio che si guadagna un rigore dopo avere saltato gli avversari come birilli e lo trasforma spiazzando Araquistain. Qualche minuto dopo, la "Pantera Nera" bissa il gol su punizione. José Águas alza la coppa, con le vittorie su squadroni come Barga e Real, il Benfica si guadagna pienamente l'Olimpo europeo. Anche se la famosa "maledizione" di Bela Guttman incombe sulle Aquile rosse di Lisbona.



Foto Story

Ferenc Puskás segna la seconda tripletta in una finale di Coppa dei Campioni con il Real Madrid


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