Champions League 1958-59 - Real Madrid


Il Racconto


Il disastro aereo di Monaco ha colpito duramente il Manchester United, crollato nel finale di stagione col nono posto nella First Division, vinta dal Wolverhampton. La UEFA invita i Busby Babes all'edizione 1958-59, in cui vengono sorteggiati contro lo Young Boys Berna. Tuttavia, la FA e la Football League impediscono allo United di partecipare in quanto il diritto spetta solo ai campioni in carica. La doppia sfida amichevole che le due squadre disputano comunque, viene vinta dal Manchester, 3-2 nel totale. Per inciso, gli svizzeri si fermeranno a un solo passo dalla finale della Coppa Campioni 1958-59.

Nel preliminare, il sorteggio per aree geografiche vede 24 squadre coinvolte più tre (Wolves, HPS Helsinki e CDNA Sofia) esentate insieme ai campioni del Real Madrid. Ad esse si aggiungerà il Besiktas: le tensioni tra Grecia e Turchia per il controllo di Cipro inducono l'Olympiakos a rinunciare al confronto.

Il 1958 segna l'esordio della Juventus, suo avversario il Wiener Sport-Klub, squadra del quartiere viennese di Donbach, che ha interrotto il dominio domestico del Rapid. Davanti ai 40.000 del Comunale la Juve trova il vantaggio alla prima azione con Sivori, assistito da Charles che si porta via tutta la difesa danubiana. Ma dura poco il vantaggio bianconero: un errore di Mattrel dà il via libera a Horak. Nella ripresa, ancora una volta Charles attira a sé gli avversari, lasciando a Sivori l'occasione di calciare a rete: palo e gol del 2-1. Anche il terzo gol è opera dell’argentino. Con maggior impegno e fortuna la Juve avrebbe potuto ottenere un punteggio più largo, ma l'avversario non preoccupa, le recenti sfide tra italiane e austriache sono nettamente a favore delle nostre squadre. La Juve però si trova un Prater dal clima infuocato, Sivori è beccato dal pubblico fin dal suo ingresso in campo. Il gioco duro dei viennesi unito alla loro velocità fanno sì che il gap venga colmato dopo 34', poi altri 4’ e i viennesi sono avanti anche nel totale. Dopo il 4-0 di inizio ripresa la Juve crolla e la partita finisce 7-0. Josef Hamerl, con un poker di gol, è il mattatore. Alla fine gli austriaci irridono gli avversari e scatta una rissa stile Far West, con intervento della polizia. La Juve paga anche le tensioni tra Sivori e il mister, Ljubisa Brode, che a novembre sarà esonerato.

Visti gli avversari che accedono agli ottavi, difficile capire chi possa impensierire il Real Madrid, oltretutto rinforzato dall'arrivo di Ferenc Puskas. L'ungherese è una scommessa: fermo da due anni, squalificato dalla FIFA per non essere rientrato in patria dopo i fatti del 1956, over 30 e sovrappeso, ma sarà ampiamente vinta. Negli ottavi la squadra di Luis Carniglia ha la meglio sul Besiktas, allenato da Leandro Remondini, ex giocatore di Milan, Napoli e Lazio. Il 2-0 del Bernabeu è firmato da Santisteban e Kopa, con Di Stefano espulso dall'arbitro Bonetto insieme ad Altay Munir.

Il ritorno finisce 1-1 e il Real accede senza problemi ai quarti. A fargli compagnia i cugini dell'Atletico, che devono spareggiare per avere la meglio del CDNA Sofia, e il Reims, tornato sulla scena europea dopo la perdita di Kopa, grazie ai gol del capocannoniere del mondiale svedese, l'ex del Nizza Just Fontaine. Non vanno bene le cose al Wolverhampton, definiti solo tre anni prima i "migliori del mondo". Di fronte allo Schalke 04, tornato al titolo dopo i fasti del decennio 1933-1942, gli inglesi vengono beffati in casa da Koslowski al 90' e perdono di misura in terra teutonica.

Passano ai quarti anche il Wiener Sport-Club, vincitore del Dukla Praga, lo Young Boys (6-2 sull'MTK Budapest), il Wismut Karl-Marx-Stadt e lo Standard Liegi, a spese rispettivamente di Goteborg e HPS Helsinki.

Proprio al Reai tocca eliminare i giustizieri della Juventus, che riescono a limitare i danni solo in casa, anche grazie all'espulsione di Puskas per un fallaccio su Berschand. L'Atletico travolge lo Schalke: dopo un primo tempo senza reti, segnano Vavà su assist di Agustin, poi Peiró manda a rete Miguel e il rigore di Collar (fallo su Vavà) fissa il risultato sul 3-0. I tedeschi finiscono in dieci, espulso Borutta. Al ritorno l'Altetico subisce gol al primo giro di orologio, ma non si scompone e pareggia al 90'. Purtroppo il sorteggio, effettuato prima dei quarti, mette di fronte in semifinale le 2 squadre di Madrid, negando il derby in finale.

Passano il turno anche lo Young Boys, che vince al play-off con il Wismut dopo due pareggi e il Reims che ribalta lo 0-2 di Liegi in casa dello Standard, con la rete di Piantoni e la doppietta di Fontaine al ritorno.

L'andata della semifinale "nobile" si disputa nel boato dei 120.000 del Bernabeu. Il primo tempo, bello e roboante, è equilibrato e il risultato dà ragione al Real solo perché dal dischetto Vavà sbaglia e Puskas no. In precedenza era passato l'Atletico con Chuzo, gol pareggiato dal rasoterra di Rial. Il secondo tempo, bloccato e col Real penalizzato dall'infortunio di Santisteban, non riserva emozioni. Anche al Metropolitano, al ritorno, la partita è bloccata ed è decisa da un errore della retroguardia delle "Merengues" di cui approfitta Collar. Non resta che giocare altri 90', a La Romareda di Saragozza, per decidere chi volerà a Stoccarda. Il botta e risposta iniziale non sposta gli equilibri ed è Puskas, sul finire del tempo, a dare la finale. Sebbene ancora in dieci per l'infortunio di Lesmes, il Real conquista un 2-1 sofferto.

L'altra finalista è ancora lo Stade Reims, come nella prima edizione e, come nelle prime tre, tornano ad affrontarsi due squadre latine. I francesi perdono la semifinale d'andata con lo Young Boys (1-0, Meier su assist di Fluckiger), ma al ritorno a Parigi una doppietta di Piantoni e il gol di Penverne fanno staccare anche alla squadra di Batteux il biglietto per Stoccarda. Finisce il sogno dei bernesi, che resistono fin quasi all'intervallo.

A Stoccarda, il Real deve fare i conti con l'infortunio di Puskas, ma non si fa in tempo a iniziare che gli spagnoli sono già avanti, con Mateos che batte Colonna con un diagonale di esterno destro. Il risultato potrebbe presto ampliarsi. È sempre Mateos protagonista, nel bene e nel male: si procura un rigore e se lo fa parare da Colonna. Il Reims è meno forte di quello della prima finale e non riesce a pungere. A inizio ripresa Di Stefano mette il sigillo con un rasoterra da fuori area, angolatissimo. Kopa si fa male, si fa curare, rientra in campo, ma solo come comparsa. La partita scivola verso la fine senza sussulti, con un gol annullato a Gento, che calcia benissimo una punizione, dimenticandosi che fosse indiretta. L'arbitro Dusch fischia la fine, i bianchi di Madrid alzano la Coppa e l'Europa continua a domandarsi chi sarà, e quando, a mettere fine alla loro egemonia.



Foto Story

la Fiorentina si è inchinata ai gol di Alfredo di Stéfano su rigore e Paco Gentol lasciando il trofeo nelle mani del capitano del Real Madrid


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