Supercoppa Europea 2015 - Barcellona


Il Racconto


L'uomo del destino è ancora Pedrito, come nel 2009: oggi, come allora, segna il gol decisivo ai supplementari che consente al Barcellona di conquistare per la quinta volta la Supercoppa europea eguagliando il record del Milan. L'esterno blaugrana dovrebbe andare a Manchester, quasi certamente ci andrà o chissà, dopo aver messo il timbro sul primo trofeo stagionale, magari non partirà più: è entrato al posto di Mascherano al 3' del primo tempo supplementare e ha affondato il Siviglia con la rete del 5-4.

È un trionfo da brividi che consente a Luis Enrique di sognare il sextete già realizzato da Guardiola sei anni fa: il trofeo vinto a Tbilisi è il quarto del 2015 dopo Liga, Copa del Rey e Champions, mancano Supercoppa di Spagna e Mondiale per club. Il Siviglia perde dopo aver rimontato da 1-4 a 4-4 nella ripresa, dopo che sembrava essersi arreso all'extraterrestre Leo Messi, autore di due capolavori su punizione. E invece ci ha creduto, ma alla fine è stato beffato, non prima di aver sprecato due occasioni clamorose per il 5-5 con Coke e l'ex milanista Rami.

La storia di Barça-Siviglia comincia con tre opere d'arte quasi in fotocopia: la prima ha la firma inaspettata di Ever Banega, argentino come Messi, che prima di Leo fa partire lo show dopo appena 3 minuti con un destro a giro che batte Ter Stegen. Colpa di un piccolo pasticcio difensivo che aveva causato il calcio punizione: non sarà l'unico ed è questo, appunto, il grave difetto di una squadra come il Barça che almeno per un'ora sa dare spettacolo senza correre a mille all'ora. Del resto, se hai Messi, ti può bastare un calcio piazzato, o magari due: il primo è una parabola morbida con il pallone che scende lentamente alle spalle di Beto, il secondo è un altro capolavoro balistico, con meno effetto ma più potenza. Messi, che aveva perso il primo pallone toccato della partita con un passaggio sbagliato, comincia a non sbagliare più niente: Rami, ex milanista titolare anche per le assenze di Kolodziejczak e Nzonzi, non lo vede mai. Né lui, né gli altri. A Suarez annullano ingiustamente un gol per fuorigioco inesistente di Mathieu (su azione avviata dal solito Messi), poi El Pistolero ne fallisce uno clamoroso davanti alla porta, ma si fa perdonare dieci secondi dopo con un assist geniale per il tris di Rafinha, brasiliano come Neymar che non fa rimpiangere, almeno dal punto di vista realizzativo, il suo più famoso connazionale, bloccato dagli orecchioni.

Rispetto alla finale di Champions, a Luis Enrique mancano solo Jordi Alba e, appunto, Neymar. Il mercato, invece, ha tolto a Unai Emery, le stelle Bacca (passato al Milan) e Aleix Vidal (proprio al Barça, dove potrà giocare solo da gennaio), così il tecnico si presenta con sei novità rispetto al trionfo in Europa League con una difesa rivoluzionata, "rinforzata" (si fa per dire) dal centrocampista Krychowiak. Il risultato è che i limiti vengono subito a galla: quando attacca il Barça, gli andalusi vanno sempre in affanno, soprattutto fino a quando resta in campo Iniesta. Il Siviglia, però, capisce che può far male quando ruba palla, così, dopo il poker di Suarez nato da uno sciagurato assist involontario di Tremoulinas a Busquets, comincia una rimonta epica accorciando subito con Reyes. Il resto lo fa l'atteggiamento del Barça che "tradisce" la sua identità, arretra sempre di più e subisce altre due reti, prima da Gameiro su rigore causato da Mathieu (fallo su Vitolo), poi da Konoplyanka, innescato da Immobile. I due colpi del mercato, tenuti inizialmente in panchina, firmano così il pari che regala i supplementari. Che scorrono via quasi senza sussulti fino al 115', quando Pedro, dopo un tiro di Messi non trattenuto dal portiere, segna da due passi. Il Siviglia protesta per un presunto fuorigioco, ma sulla punizione di Leo c'era stato comunque un evidente tocco di mano di un uomo in barriera. Unai Emery, più che altro, rimpiange il clamoroso errore di Rami che all'ultimo istante, col ginocchio, si divora un gol fatto. E così per il tecnico la maledizione Barça continua: l'ha affrontato 20 volte collezionando 14 sconfitte e 6 pari.



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Il Barcellona festeggia con il trofeo


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