Supercoppa Europea 2013 - Bayern Monaco


Il Racconto


Due mancini lenti, i guanti che toccano il pallone. Va così, sia sul penalty calciato da Shaqiri che su quello tirato da Lukaku. Cambiano le mani, perché Cech tocca e non riesce a mettere fuori, mentre Manuel Neuer fa sua la sfera e spedisce Philipp Lahm ad alzare al cielo la prima Supercoppa Europea decisa ai calci di rigore, nonché la prima in gara unica giocata in un impianto diverso dal Louis II di Montecarlo dal 1998. Praga sorride al Bayern Monaco e a Pep Guardiola, costretto a tremare fino all’ultimo istante del recupero del secondo tempo supplementare: lo salva un altro sinistro, quello di Javi Martinez. Il destino, anche stavolta, si fa beffe di John Terry, mai in campo nelle recenti finali vincenti del suo Chelsea e oggi entrato in campo per difendere il 2-1 parziale: il capitano di mille battaglie in maglia “blues” vede il trofeo sfuggirgli, ancora una volta ai calci di rigore, mentre Mourinho va ad applaudire tifosi e giocatori, costretti in 10 per 35′ da una follia di Ramires.

L’emergenza a centrocampo – Schweinsteiger e Thiago ko, Javi Martinez disponibile soltanto per la panchina – porta Guardiola a una scelta atipica: Kroos davanti alla difesa, Lahm e Thomas Müller intermedi. Mourinho tiene fuori Mata, preferendogli Schürrle: la mossa del portoghese paga dividendi già all’8′, dopo un diagonale di Ribery finito ampiamente a lato. Hazard guida centralmente la transizione dei suoi, apertura sulla destra per il tedesco, cross calibrato al millimetro per Fernando Torres, solo a centro area. “El Niño” non ci pensa due volte e spara al volo, pallone all’incrocio dei pali. I londinesi non concedono spazi al Bayern, imbottigliato nella prevedibilità del suo stesso possesso palla. Ribery cerca di scuotere i compagni al 22′ ma il suo destro a giro, dopo un pregevole scambio a terra con Mandzukic, non trova impreparato Cech. Torres poco dopo la mezz’ora pregusta la doppietta, aggirando Dante in piena area prima di sfogare nuovamente il destro, sfera alta. Guardiola, nell’ultimo terzo di frazione, sposta Lahm davanti alla difesa e Kroos ad agire sul centro-destra: la manovra bavarese ne guadagna, Robben si accende al 38′ e imbuca per Müller, conclusione deviata da Cahill, preferito a Terry assieme a David Luiz nel cuore della retroguardia “blues”.

Guardiola si ripresenta in campo con un Bayern molto simile a quello targato Heynckes, visto che Müller agisce a ridosso di Mandzukic, molto abile nell’allargarsi per andare a creare il due contro uno a sinistra e lasciando così spazio centralmente al numero 25. Due minuti e il pari è servito. Kroos per Ribery, destro violento dai 25 metri, Cech è tutt’altro che impeccabile ed è 1-1, con il francese che corre ad abbracciare il tecnico spagnolo. L’ex OM va per il bis un giro d’orologio più tardi, conclusione complicatissima su cross di Müller, sfera a lato. Schema su palla inattiva al 10′, Ribery per Robben, mancino in curva dal dischetto. Il Chelsea, nel suo momento più complicato, ha addirittura il pallone per tornare avanti. Glielo regala Dante, che frana sul cuoio in disimpegno: Schürrle serve Oscar, Neuer in uscita oscura la vallata al brasiliano, Lampard prova il sinistro al volo in ribattuta ma la sua conclusione da 20 metri termina alta. L’ingresso di Götze per Müller toglie profondità ai bavaresi e i ragazzi di Mourinho vanno vicinissimi al raddoppio su due palle inattive. Corner da destra al 34′, David Luiz prolunga, Ivanovic da fermo ci mette la testa, traversa. Il minuto a cavallo del 40′ è quello che può cambiare le sorti del match: Neuer strepitoso sullo stacco di David Luiz, sul ribaltamento Ramires attenta alla caviglia di Götze, Chelsea in 10, si va ai supplementari.

La partita, nell’appendice, cambia faccia. Il solido Neuer diventa incerto, Cech compie il percorso opposto. Minuto 3, Lahm e Boateng vengono saltati come birilli da Hazard, che di nome fa Eden come lo stadio in cui si gioca: destro potentissimo ma centrale, l’estremo del Bayern manca la respinta, sorprendente vantaggio inglese. Il Chelsea non rischia nulla nel primo supplementare per poi perdere colpi nel secondo, con i Campioni d’Europa che fanno piovere cross in area. Mandzukic al 18′ colpisce debolmente di testa, sul corner opposto spunta la chioma mora di Javi Martinez, entrato a match in corso per Rafinha: Cech si supera. Al 22′ è Shaqiri, subentrato all’evanescente Robben, ad avere sul destro il pallone del pareggio. Cahill non è d’accordo, l’ex Bolton chiude in extremis, l’area londinese ormai è una trincea. Nel cuore di Götze c’è forse ancora un briciolo di spirito Dortmund, il fantasista a 5′ dalla fine calcia debolmente sull’uscita di Cech. In campo non si vede uno schema da minuti, Ribery pesca il jolly su punizione al 28′, Cech smanaccia via la sfera per quello che sembra l’intervento decisivo, visto che Mandzukic di testa spreca allo scoccare del 30′. Resta il recupero, il cross di Alaba alla disperata, il pallone che impatta contro lo stinco di Dante, forse il peggiore in campo: è il rimpallo perfetto per Javi Martinez, sinistro in buca d’angolo, il Bayern è ancora vivo e dagli 11 metri serve la gelida vendetta della finale Champions 2012. Dal dischetto sono perfette le esecuzioni di Alaba, David Luiz, Kroos, Oscar, Lahm, Lampard, Ribery e Ashley Cole. Poi arrivano i due mancini di Shaqiri e Lukaku. Brutti entrambi. Il primo, però, è quello fortunato. Quello che alza la Supercoppa Europea, il trofeo che mancava nella bacheca del Bayern Monaco. Sarà in buona compagnia.



Foto Story

Il Bayern festeggia la vittoria della Supercoppa UEFA 2013


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