Supercoppa Europea 2003 - Milan


Il Racconto


Nel segno di Shevchenko. A Montecarlo come a Manchester. Il Milan, dopo la Champions League si aggiudica la sua quarta Supercoppa europea, figlia naturale del trofeo conquistato il 28 maggio. La vince con il minimo sforzo, battendo 1-0 il Porto, grazie un gol dell'ucraino nel primo tempo.

La novità rispetto alla vigilia è Simic al posto di Cafu, ritenuto probabilmente più idoneo da Ancelotti a ricoprire il ruolo sulla fascia di Alenitchev. Mourinho non cambia di una virgola: 4-4-2 compatto sulle ali di Deco, controllato a distanza da Gattuso, mentre Rui Costa fa il portoghese del Milan sulla destra. Proprio il 10 rossonero dà un'impronta aggressiva al gioco del Milan, prima con un tiro dal limite dopo tre minuti di gioco, quindi fornendo l'assist giusto a Shevchenko al 10' per il gol del vantaggio. Milan aggressivo si diceva, che sfrutta molto le fasce. Pancaro si fa notare per alcune escursioni sulla sinistra, dialogando con Seedorf, mentre Rui sul corridoio opposto detta le regole. Il Porto ovviamente non sta a guardare. Dopo alcuni attimi di sbandamento e alcune correzioni al volo di Mourinho cerca soluzioni vincenti. Deco parte da dietro dialogando spesso con Derlei, ma non sembra sufficiente a mettere in crisi la difesa rossonera.

Milan a sprazzi, che si illumina quando Pirlo accende la lampadina. Le sue aperture sono da brividi, oppure quella verticalizzazione al 29' per Sheva, praticamente messa sul piede dell'ucraino, altrettanto abile a servire Seedorf per un tiro angolato. Milan che quando vuole punge con un gioco di prima spettacolare: vedi Inzaghi al tiro dopo uno scambio da favola tra Shevchenko e Rui Costa. Ma che alterna attimi di amnesia in un evidente empasse atletico. Fortuna del Milan che il Porto non fa faville col suo ossessivo possesso di palla (addirittura 62% contro il 38% degli avversari), andando a sbattere sul muro rossonero dominato dall'incredibile Maldini, tranne al 38', quando Maniche calcia oltre la traversa, l'unico vero tentativo dei lusitani.

Aspettando Deco, proprio Maniche inaugura la ripresa scheggiando la traversa in uno di quei momenti di buio del Milan per poi sfiorare all'11' con un esterno destro dal limite. Un buon momento per il Porto che aggredisce e rischia di più, ma a cui il Milan risponde sfruttando la forma di Shevchenko. Al 13' l'ucraino regala una palla a Inzaghi al bacio: alto di poco. Qualche istante prima del cambio McCarthy-Jankauskas nel Porto. Il nuovo entrato cicca malamente una palla d'oro davanti a Dida e lancia un segnale chiaro al Milan alla ricerca di un rassicurante 2-0 che Rui Costa spreca incredibilmente al 24'. Con Bosingwa al posto di Costina, il Porto cerca maggiore penetrazione e Ancelotti risponde con Ambrosini richiamando Seedorf, appena luccicante come Pirlo.

Il Porto cala, Inzaghi si fa anticipare da Vitor Baia e Rivaldo toglie dai giochi Shevchenko, alle prese con un problema all'adduttore destro. L'energia agli sgoccioli del Milan è proporzionale alla fame di gol del Porto che sfiora a ripetizione il pari. Logica la sostituzione di Rui Costa con Cafu nel finale in cui il palla lunga e pedalare dei rossoneri la dice lunga sul crollo dei rossoneri che quasi quasi si giocano Dida in uscita disperata su Derlei. Barber fischia dopo 3' di recupero. Il Milan aggiunge una perla in bacheca ma il Porto esce a testa alta dal Louis II.



Foto Story

Festa Milan


Condividi



Commenta