Europeo 2012 - Spagna


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Il Racconto


La 14ma edizione del torneo, organizzato per l’occasione in Polonia ed Ucraina, è stata l’ultima a cui hanno partecipato 16 squadre. Svoltosi nelle due nazioni dall’8 giugno al 1° luglio 2012, ha visto come logo ufficiale una stilizzazione di un fiore costruito con la tecnica del Vytynanky (o Wycinanki), forma tradizionale di taglio della carta (Papercraft) praticata nelle aree rurali della Polonia e dell’Ucraina. La forma d’arte simboleggia la natura delle aree rurali dei due Paesi. I colori sono quelli della bandiera polacca e ucraina e in evidenza infine è presente un pallone bianco con motivi dorati. Lo slogan della competizione, Creiamo la storia insieme (inglese: Creating History Together, polacco: Razem tworzymy przyszo, ucraino: Tvorymo istoriyu razom), fu annunciato assieme al logo. Lo slogan rappresenta come Polonia e Ucraina siano state unite, in passato, in un unico paese, e ora rappresentino l’ambizione di due nazioni orientali di effettuare il miglior torneo della storia del Campionato Europeo. L’inno ufficiale della manifestazione si intitola Endless Summer ed è cantato dalla tedesca Oceana. Esso è stato girato nella città di Varsavia, capitale della Polonia, davanti allo Stadio Nazionale e nel centro storico. Il video mostra, inoltre, alcune riprese delle città ospitanti del torneo, con i loro rispettivi stadi, e si alterna con video di passati Europei, tra cui azioni da goal e momenti storici. Le riprese si concludono con Oceana che canta a cappella accerchiata da un nugolo di ragazzi festanti, venuti da tutta la Polonia per le riprese. Nel video compaiono anche il centrocampista ucraino Anatoliy Tymoshchuk e l’attaccante polacco Robert Lewandowski. All’ingresso dei giocatori, prima di ogni partita, e durante la cerimonia di premiazione nel momento in cui è stato alzato al cielo il trofeo, però, è stato eseguito il brano Heart of Courage dei Two Steps from Hell, mentre, dopo ogni goal, il Seven Nation Army dei The White Stripes. Alessandro Lamuraglia, musicista italiano, invece, ha composto l’introduzione musicale della cerimonia di apertura. Le due mascotte, disegnate dalla Warner Bros, sono Slavek e Slavko. Sono gemelli e rappresentano i calciatori polacchi e ucraini rispettivamente con i colori delle proprie nazionali. I loro nomi sono stati scelti dagli internauti. Proprio come nel 2008, le due nazionali ospitanti sono ammesse d’ufficio, mentre le altre si sono sfidate nei gironi di qualificazione. Italia, Germania, Spagna, Olanda, Inghilterra, Russia, Grecia, Danimarca e Francia si sono qualificate come prime nei rispettivi gironi (C, A, I, E, G, B, F, H, D), la Svezia è arrivata alla manifestazione come migliore tra le seconde, mentre Croazia, Rep. Ceca, Irlanda e Portogallo hanno vinto gli spareggi contro Turchia, Montenegro, Estonia e Bosnia-Erzegovia. Piccole curiosità: miglior difesa quella dell’Italia, con appena due reti subìte, mentre la Germania è stata l’unica nazionale ad aver vinto tutti gli incontri del girone di qualificazione, totalizzando ben 30 punti su 30. Miglior attacco, infine, quello olandese con i 37 gol realizzati.
Gara inaugurale del torneo affidata alla Polonia che, all’esordio (8 Giugno 2012), non va oltre l’1-1 con la Grecia (reti di Lewandowski, allora al Borussia Dortmund, e Salpingidis), mentre la Russia si sbarazza della Rep. Ceca con un sono 4-1. I cechi, poi, si rifanno con il successo sui greci mentre i polacchi pareggiano ancora, stavolta contro la Russia. Nell’ultima gara del girone Karagounis regala vittoria e qualificazione alla Grecia contro la Russia mentre la Rep. Ceca batte la Polonia 1-0. Cechi primi, greci secondi.
Gruppo di ferro, quello B, con Germania, Olanda, Portogallo e Danimarca tutte insieme. Prima giornata e prima sorpresa con i danesi capaci di battere 1-0 l’Olanda, con Mario Gomez che regola il Portogallo nell’altra sfida. Seconda giornata ed olandesi ancora al palo, sconfitti 2-1 dalla Germania, mentre i lusitani battono gli scandinavi 3-2 e si rilanciano in ottica qualificazione. Ultimo turno da brividi: tedeschi ok contro la Danimarca e primi nel girone, chi perde tra Olanda e portogallo torna a casa; finisce 2-1 con doppietta di Cristiano Ronaldo ed Orange, finalisti nel mondiale del 2014, già eliminati.
Spagna, Italia, Croazia ed Irlanda compongono il terzo gruppo. Subito azzurri contro Furie Rosse nella prima giornata e pareggio per 1-1 (Di Natale e Fabregas) mentre i croati superano agevolmente gli irlandesi – alla seconda partecipazione in una fase finale – 3-1. Nella seconda giornata ancora un pareggio per l’Italia, stavolta contro i croati, con reti di Pirlo su punizione e Mandzukic; la Spagna vince 4-0 sull’Irlanda e la qualificazione per la selezione di Prandelli dipende anche dalle Furie Rosse. Balotelli e compagni, infatti, devono vincere e sperare che i campioni d’Europa facciano lo stesso con la Croazia (fantasmi di biscotto che ritornano prepotenti dopo quanto accadde nel 2004 in Portogallo). La Spagna, invece, supera la Croazia 1-0 (Jesus Navas) e l’Italia, con la conseguente vittoria sull’Irlanda per 2-0 (Antonio Cassano e Mario Balotelli), passa il turno come seconda.
Nel gruppo D c’è l’Ucraina, altra padrona di casa, Inghilterra, Francia e Svezia. Nella prima giornata, dopo il pareggio per 1-1 tra la squadra inglese e quella francese, si assiste alla vittoria a sorpresa dell’Ucraina per 2-1 sulla Svezia grazie alla doppietta di Ševcenko e al gol di Ibrahimovic. Nella seconda giornata arrivano le prime vittorie per Inghilterra (3-2 contro la Svezia) e Francia (2-0 sull’Ucraina), con i padroni di casa che finiscono ko contro l’Inghilterra 1-0 (gol di Rooney) subendo l’eliminazione. La Francia, invece, nonostante la sconfitta contro la Svezia, si qualifica ai quarti come seconda.
Repubblica Ceca-Portogallo, Germania-Grecia, Spagna-Francia ed Italia-Inghilterra sono i quarti di finale. La prima sfida è decisa da un colpo di testa vincente di Cristiano Ronaldo all’80’ dopo i tre pali centrati durante la gara dallo stesso asso del Real Madrid. Nella seconda gara vittoria, non senza qualche sofferenza, per i tedeschi che aprono con Lahm, prima di subire il pareggio di Giorgios Samaras. Khedira, Miro Klose e Marco Reus portano la gara sul 4-1 chiusa, poi, dal 4-2 realizzato da Dimitris Salpingidis. Secco 2-0, invece, per la Spagna che, grazie ad una doppietta di Xabi Alonso, regola la Francia. Tutt’altro discorso per l’Italia che ha bisogno dei rigori per avere la meglio sull’Inghilterra. Lo 0-0 regge 120’ ed i penalty, a differenza di quanto accadde nel 2004. Montolivo sbaglia, e gli inglesi vanno in vantaggio con la rete di Rooney. Il cucchiaio di Pirlo, però, apre il via alla rimonta completata dagli errori di Ashley Young (che calcia sulla traversa) e Ashley Cole (il cui tiro viene parato da Gianluigi Buffon); il rigore decisivo viene trasformato da Alessandro Diamanti qualificando l’Italia alla semifinale con il punteggio di 4-2.
Semifinali di grande fascino per l’Europeo polacco-ucraino. Da un lato c’è il derby iberico tra Spagna e Portogallo, dall’altro un grande classico: Italia-Germania. La prima sfida finisce ai rigori dopo una gara tutt’altro che emozionante e terminata 0-0 nei tempi regolamentari. Nella prima serie sbagliano sia Xabi Alonso che João Moutinho, mentre i successivi cinque rigori vengono realizzati nell’ordine da Andrés Iniesta, Pepe, Gerard Piqué, Nani e Sergio Ramos, quest’ultimo realizzato con un cucchiaio; l’ottavo rigore, battuto da Bruno Alves, viene calciato sulla traversa e, con la successiva realizzazione di Cesc Fàbregas, permette alla Spagna di qualificarsi alla terza finale consecutiva tra europei e mondiali.
E’ la grande classica del calcio mondiale, con 7 titoli mondiali in campo. Tedeschi favoriti, ma una legge non scritta del calcio vuole gli azzurri sempre vincenti contro i teutonici. Anche stavolta finisce con il trionfo dell’Italia. Successo che ha un nome ed un cognome: Mario Balotelli. Il bomber realizza una splendida doppietta sotto gli occhi di Angela Merkel – celebre la sua esultanza, con tanto di maglia buttata via a mostrare il fisico possente. Le parate di Buffon fanno il resto e la Germania accorcia negli ultimi minuti della gara con un rigore di Mesut Özil (fallo di mano di Federico Balzaretti). Grandi polemiche in Germania (addirittura i calciatori, poco tedeschi, con la selezione molto vicina ad una multinazionale, vista la gran quantità di calciatori d’origine straniera), ma è l’Italia a volare in finale per la terza volta dopo quella del 1968 vinta sulla Jugoslavia e quella del 2000 persa contro la Francia.
Il 1° luglio allo stadio Olimpico di Kiev è il giorno della grande finale. Gara che, per l’Italia, si trasforma a qualcosa di molto simile ad una Caporetto quasi senza precedenti. Al 14mo Furie Rosse già in rete con David Silva (assist di Cesc Fàbregas) e primo tempo chiuso sul 2-0 con la rete di Jordi Alba giunta al 41mo. Nella ripresa prova a svegliarsi l’Italia ma al 62mo il ko di Thiago Motta lascia gli uomini di Prandelli in 10 (sostituzioni finite). A quel punto è trionfo spagnolo con gol di Fernando Torres all’84mo e Juan Mata (88mo) per un 4-0 pesante ed oltremodo umiliante, con sfida chiusa dalle lacrime degli azzurri, Balotelli su tutti.

I protagonisti


La stella: Andrés Iniesta
(1984)
Soprannominato Don Andrés e l'Illusionista, è considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale. Nel corso della sua carriera, spesa in larga parte nel Barcellona, ha vinto 9 campionati spagnoli, 6 Coppe del Re, 7 Supercoppe spagnole, 4 Champions League, 3 Supercoppe UEFA e 3 Coppe del mondo per club. Con la nazionale delle Furie Rosse ha partecipato a quattro Mondiali (2006, 2010, 2014 e 2018), tre Europei (2008, 2012 e 2016) e una Confederations Cup (2013), vincendo l'Europeo 2008 e 2012 e il Mondiale 2010; nel corso di quest'ultima rassegna ha siglato due gol, tra cui la rete decisiva nella finale di Johannesburg contro i Paesi Bassi (1-0).

Il CT: Vicente del Bosque
(1950)
È l'unico allenatore della storia del calcio mondiale ad essersi laureato campione del mondo e d'Europa sia a livello di Nazionali che a livello di club, avendo conquistato alla guida del Real Madrid due Champions League (nel 1999-2000 e nel 2001-2002) e una Coppa Intercontinentale (nel 2002); ha poi condotto la Nazionale spagnola alla vittoria nel Campionato mondiale del 2010 (disputatosi in Sudafrica) e nel Campionato europeo del 2012 (disputatosi in Polonia e Ucraina). È stato eletto per una volta miglior allenatore di club dell'anno dall'IFFHS e per quattro volte miglior commissario tecnico: nel 2009, nel 2010, nel 2012 e nel 2013, mentre nel 2011 si è piazzato secondo dietro a Óscar Tabárez. Nel 2012 conquista il FIFA World Coach of the Year tra gli allenatori di calcio maschile, dopo il secondo posto del 2010. Il 4 febbraio 2011 il Re Juan Carlos I di Spagna ha assegnato all'allenatore di Salamanca il titolo di marchese di del Bosque, che potrà essere ereditato dai suoi successori.




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